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Pescara, 15/06/2026
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06/12/2012
Il Centro
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Di Odoardo lascia dopo 43 anni. Cgil, lo storico segretario provinciale va in pensione: mette la crisi alle spalle, da oggi farà il nonno |
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Per un lungo periodo ha guidato gli edili: lascio il sindacato ma resto un militante, mi vedrete sempre dove ci sarà un corteo TERAMO «La paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato. La paura e il coraggio di dire: io ho sempre tentato». Ha scelto queste parole del cantautore Francesco Guccini per dare il suo personale saluto alla stampa e a tutti i teramani il segretario provinciale uscente della Cgil Giampaolo Di Odoardo. Un protagonista di primo piano della vita e del dibattito economico e sociale della provincia che dopo 43 anni di militanza e lavoro all’interno della Camera del lavoro teramana e abruzzese oggi lascia il sindacato e va in pensione. Ieri ha voluto salutare i giornalisti teramani e ha voluto farlo con un’ultima conferenza stampa, stavolta senza numeri e cifre sulla crisi ma solo con parole, ringraziamenti e ricordi conditi da una commozione autentica e tipica di chi ha dedicato tutta la sua vita ad una causa. Quella dei lavoratori. Per questo il coraggio di portare avanti le battaglie al fianco dei lavoratori a Di Odoardo non è mai mancato, né nei lunghi anni di militanza, prima al fianco dei lavoratori edili, poi nell’organizzazione regionale, né nel suo ruolo di guida rivestito negli ultimi otto anni come segretario provinciale. Romagnolo, «ideologicamente comunista», vegetariano, Di Odoardo da domani sarà «solo un militante» – come ha detto – e si prepara a fare il nonno per il nipotino in arrivo, Mattia. «Il momento più bello vissuto in Cgil è quello in cui ho realizzato di aver avuto esattamente la vita che volevo», ha detto, « il più brutto è adesso, cioè il momento di andarmene, ma lo faccio senza sconfitte perché solo chi non lotta ha già perso». Nessun rimpianto, dunque, per lui ma solo un rammarico, quello di far parte di una generazione che «per la prima volta lascia ai propri figli meno di quello che ha avuto». E’ la precarietà infatti, secondo Di Odoardo, la grande sfida che dovrà affrontare il suo successore alla guida della Cgil che dovrebbe essere designato domani dal direttivo. «Vorrei che si riuscisse a fare una battaglia vera per cambiare le norme sulla precarietà», ha spiegato e rispondendo a chi gli ha chiesto di togliersi un sassolino dalle scarpe ha aggiunto «non capisco perché il governo regionale non dia seguito al protocollo Val Vibrata-Tronto che potrebbe aiutare davvero tanti lavoratori e famiglie». «Non chiedetemi se mi dispiace lasciare la Cgil», ha detto poi, «la risposta è no, perché la cosa non mi dispiace ma mi fa proprio soffrire. Per me la Cgil è la vita, ho vissuto momenti di lotta bellissima al fianco delle compagne e dei compagni e di persone come Tom Di Paolantonio, Pasquale Di Massimantonio e Pasquale Di Loreto. Ora quello che mi mancherà è la quotidianità ma dove ci sarà un corteo e una bandiera rossa io ci sarò sempre».
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