Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 06/12/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il segretario della Cgil Giampaolo Di Odoardo traccia un bilancio

Dopo 43 anni, il segretario provinciale della Cgil di Teramo, Giampaolo Di Odoardo lascia il sindacato, continuando a seguire le sorti di viale Crispi «da semplice militante». Sono lontani e sbiaditi i tempi in cui il parlamentare Tom Di Paolantonio lo introdusse alla Camera presentandolo a tutti come il ragazzo sindacalista. Lascia per una nuova figura che verrà eletta domani dal Comitato direttivo e che sostituirà Di Odoardo, giunto ormai al suo ottavo anno di presidenza, considerato il limite massimo. «Una sorpresa, vedrete» anticipano in Cgil. Ma la vera sorpresa però è stata la ricca vita sindacale del presidente uscente. «Mai una smentita, mai una rettifica» ci tiene a precisare. Nel suo lavoro dichiara di averci messo soprattutto il cuore, prima che la ragione, e soprattutto questo era il lavoro che sognava di fare.
Il suo peggior rammarico è veder avanzare senza requie la realtà amara del precariato. Ha attraversato il mondo della politica con il viso orgoglioso di un romagnolo di Bertinoro senza peli sulla lingua: suo nonno gli diceva sempre di non guardare mai la punta delle scarpe. In tutti questi anni Giampaolo Di Odoardo non ha alzato la voce verso chicchessia, guadagnandosi la stima di tutti nella miriade di tavoli da lui presieduti. «Mai espressi giudizi, non mi appartengono» aggiunge sottovoce. Lui è stato «l’uomo del noi mai dell’io», perché ha lavorato sempre per la squadra e con la squadra. Anche grazie a lui la Camera di Teramo è la prima in Abruzzo. Ritiene il suo comunismo «gioioso e senza partito», se fosse per lui ricomincerebbe da Berlinguer.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it