ROMA «Non si può pensare a una stabilizzazione di massa, sarebbe contro il dettato costituzionale». In un’audizione alla Commissione Lavoro della Camera, il ministro Filippo Patroni Griffi preferisce non alimentare speranze improprie sui precari della pubblica amministrazione. E scarta definitivamente l’ipotesi di un’assunzione generalizzata. Anche perché - spiega - se così fosse, per anni e anni nessun giovane avrebbe possibilità di trovare un lavoro nel pubblico. Non per questo, però, i precari saranno lasciati al loro destino, assicura il ministro, che ipotizza «soluzioni graduali».
D’altronde stiamo parlando di un vero e proprio esercito: le ultimissime stime della Ragioneria dello Stato contano 260.000 persone, 10.000 in più rispetto ai numeri forniti ai sindacati una settimana fa (secondo la Cgil sarebbero 25.000 in più). Sono lavoratori che da anni vanno avanti con contratti a termine negli enti locali e nella sanità (115.000) nella scuola (130.000) nei ministeri (15.000). E spesso senza di loro non potrebbero essere garantiti nemmeno i servizi essenziali.
Ieri il ministro ha confermato la possibilità di prorogare a fine luglio 2013 i contratti in scadenza a fine mese. Un problema che nasce soprattutto per quelli che hanno superato il tetto massimo dei 36 mesi (60 mesi per il settore ricerca). «È stato dato mandato all’Aran per la definizione di un accordo quadro che individui i casi, i settori e i tempi, dove è possibile derogare e procedere al mantenimento dei contratti a termine» ha detto. Ma resta il punto interrogativo sullo strumento legislativo, dato che il Pdl non gradisce un emendamento al ddl Stabilità. Potrebbe essere varato un decreto ad hoc oppure si potrebbe inserire la norma nel Milleproroghe. Patroni Griffi, ieri, non ha sciolto i dubbi.
CONCORSI CON POSTI RISERVATI
Intanto si sta pensando anche ad «una soluzione graduale» per le assunzioni. Patroni Griffi conferma le indiscrezioni: «L’orientamento del governo, nell’immediato, è quello di mandare a regime una norma già varata dal precedente esecutivo, con una riserva di posti costante nei concorsi ad esame per il personale, con contratti a termine, che abbia maturato esperienza triennale nel pubblico». La norma varrà già dal 2013, ma - visto il semiblocco del turnover (un'assunzione ogni 5 uscite) fino al 2014 - avrà valenza significativa solo dal 2015.
Le parole del ministro che escludono assunzioni di massa, non piacciono ai sindacati. La Cgil lo accusa di «gettare nel panico 260.000 lavoratori». «Tagliare con l’accetta e con un sol colpo tanti precari è un fatto molto grave» dice il numero uno Cisl, Raffaele Bonanni, che sollecita il varo della proroga subito, come emendamento alla legge di Stabilità. Lancia l’allarme l’Anaao Assomed (sindacato della dirigenza medica): «Si rischia il collasso di molte strutture in occasione delle prossime festività». Secondo il sindacato sono 10.000 i medici e 80.000 gli infermieri con contratti flessibili vari, e la metà di questi scade a fine dicembre.
La pubblica amministrazione ha anche il problema esuberi per effetto della spending review. E il numero, man mano che vanno avanti le ricognizioni, sale: da 4.028 si è passati a 7.300, ha detto Patroni Griffi. Per molti si apre la strada della pensione in deroga alla riforma Fornero: si vedranno applicare le vecchie regole tutti coloro che entro il 2014 avrebbero maturato i requisiti pre-Fornero.