Patroni Griffi: in pensione con le vecchie regole i lavoratori in esubero. No alla stabilizzazione di massa per 260mila precari
ROMA Bufera sul ministro Patroni Griffi e la stabilizzazione dei lavoratori precari: si tratta di oltre 260mila lavoratori per i quali «non è ipotizzabile una stabilizzazione di massa», ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione, durante un'audizione alla commissione lavoro della Camera. Il problema degli esuberi potrà - ha anticipato il ministro - essere risolto in parte con il ricorso alle vecchie regole pensionistiche in vigore prima della riforma Fornero. Patroni Griffi ha spiegato che solamente il personale che risulterà in eccedenza sulla base della spending review, e che avrà entro il 2014 i requisiti per il pensionamento precedenti la riforma Fornero, potrà andare in pensione con le vecchie regole. Quanto ai precari, il ministro ha tirato fuori i numeri: sono 130mila nella scuola, 115 mila tra sanità e enti locali e 15 mila nelle amministrazioni centrali. Il governo prevede la possibilità di deroghe per i precari del pubblico impiego al tetto di 36 mesi e di 60 mesi per chi lavora nel settore della ricerca. Tale possibilità, ha precisato il ministro, verrà definita in un accordo quadro che sarà oggetto di trattativa all'Aran. «Il problema ha dimensioni tali da non essere risolto solo con la riserva di posti nei concorsi». «Il governo ha intenzione di prevedere la possibilità per le pubbliche amministrazioni di rinnovare contratti di lavoro a termine - ha aggiunto Patroni Griffi - anche oltre il termine dei 36 mesi previsto, e di 60 mesi per la ricerca, sulla base di criteri definiti in sede di accordo collettivo», in base alle deroghe che la riforma del mercato del lavoro consente in sede di contrattazione sindacale, e dunque la possibilità di derogare al mantenimento di questi contratti a tempo determinato». A tal proposito il ministro ha riferito di aver inviato al Mef, per un parere, l'atto di indirizzo per l'accordo quadro che potrà così definire deroghe in base alle tipologie a ai settori della Pa, auspicabilmente entro il 31 luglio. Le parole del ministro hanno fatto scattare, quasi all'unisono, i rappresentanti dei lavoratori che difendono gli interessi dei precari del pubblico impiego. Migliaia sono infatti da giorni con il fiato sospeso in attesa della annunciata proroga dei contratti di 7 mesi. È questa una misura, particolarmente urgente per tutti coloro ai quali il contratto scade il 31 dicembre. La proroga però proposta dai sindacati, e accolta dal ministro al tavolo di palazzo Vidoni, non ha ancora trovato una collocazione in uno strumento legislativo. E ancora oggi il ministro dice di non avere novità al riguardo. Inizialmente il governo ha pensato di presentare un emendamento al ddl stabilità ma questa ipotesi ha trovato grossi ostacoli in Parlamento, in particolare in casa Pdl, e così il ministro ipotizza altre vie, quali un decreto ad hoc o un intervento nel Milleproroghe. L'allarme più grave è per i precari nel Servizio sanitario nazionale dove si calcolano almeno 90.000 lavoratori a tempo determinato tra 10.000 medici e 80.000 infermieri, secondo quanto sottolineano i sindacati di categoria che avvertono: «proroga contratti precari o a rischio collasso le strutture».