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Data: 07/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
I sindacati al governo: via lo scalone. Cgil, Cisl, Uil: ripristinare la soglia a 57 anni e 35 anni di contributi

Epifani, Bonanni e Angeletti presentano un documento: senza una proposta unica dell'esecutivo niente trattativa

ROMA. «Se il governo dirà di no alle richieste sindacali in materia previdenziale il sindacato non potrà stare fermo». Lo ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo l'incontro con gli altri segretari generali di Cisl e Uil proprio sul tema delle pensioni.
Il segretario della Cgil ha anche spiegato che se il governo non arriverà al tavolo del negoziato con un'unica proposta e non dirà chiaramente quello che vuole fare, per Cgil, Cisl e Uil la trattativa non partirà neppure. «Per noi - chiarisce - è importante che si torni al sistema che c'era prima dello scalone e che non si taglino i coefficienti». Epifani ha ribadito anche che bisogna far presto perché si rischia di arrivare al 2008 e quindi all'entrata in vigore dello scalone. Ma cosa chiedono esattamente i sindacati confederali al governo? Ecco i punti principali del documento presentato ieri: abolizione dello scalone con il ripristino della soglia minima di pensionamento a 57 anni di età e 35 di contributi; disponibilità a percorrere insieme possibili alternative che vedano come punto di partenza un possibile confronto con il governo. I sindacati si oppongono al taglio dei coefficienti di trasformazione che l'esecutivo guidato da Prodi indica invece come il passaggio obbligato. Cgil, Cisl, Uil puntano piuttosto alla rivalutazione delle pensioni in essere, alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, alla revisione della normativa della totalizzazione dei contributi, al superamento del divieto di cumulo pensioni-reddito.
Un documento messo insieme «per non restare fermi», ma anche abbastanza generico. E si è trattato di una scelta obbligata viste le attuali difficoltà di rapporto con il governo e visto anche il rischio di spaccature interne al mondo confederale. La Cisl sembra in questo momento abbastanza in sintonia con la Cgil, almeno sulla questione del famoso scalone del 2008. «Vogliamo superare lo scalone perché è iniquo», ha spiegato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, il quale ricorda anche un altro particolare politico: il governo di centrosinistra è chiamato a mantenere quanto ha scritto nel programma elettorale. Per quanto riguarda le vie alternative allo scalone, la Cisl punta molto sugli incentivi. Anche per la Cisl, come per la Cgil, è arrivato il momento di dire basta alle esternazioni individuali dei membri del governo. «Il governo presenti una proposta - ha concluso Bonanni - continuare così è irresponsabile. Di fronte a una proposta unitaria noi saremmo flessibili almeno quanto lo sarà il governo». Favorevole ad una politica di incentivi anche la Uil. «Si deve tornare a 57 anni, poi andranno previsti incentivi per ritardare l'uscita dal lavoro», dice Luigi Angeletti prospettando per questa via un innalzamento naturale dell'età di pensionamento.

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