Conferenza stampa del segretario del Pd con Grasso:
«Con lui vogliamo lanciare una riscossa civica del Paese».
L’ex procuratore antimafia si commuove: una decisione
sofferta, serve una rivoluzione graduale del sistema giustizia
IL CENTROSINISTRA
ROMA «Se la politica è una cosa nobile, mettiamoci un po’ di stile». A dirlo, nel corso della presentazione della candidatura di Piero Grasso nel Pd, è Pier Luigi Bersani nel dichiarare la sua ostilità alla partecipazione di ministri del governo tecnico alle elezioni. «Un anno fa - osserva il segretario democrat - facemmo un governo di transizione e super partes. Non vorrei che ora questo governo fosse sbranato un po’ da una parte un po’ dall’altra. Serve coerenza e io proporrò alla Direzione che non ci siano ministri candidati nelle liste del Pd».
Parole che non significano la rinuncia del centrosinistra all’apporto dei tecnici. Anzi, Bersani ieri aveva al suo fianco un super-tecnico del settore giustizia e lotta alla criminalità come il procuratore antimafia Grasso, che nelle ultime ore ha superato le perplessità ad aderire all’offerta del segretario del Pd che, col contributo di questa icona della legalità, vuole «lanciare una riscossa civica del Paese, perché - dice - la politica da sola non arriva e ci vogliono importanti energie civiche». Di qui la decisione di candidare il procuratore, fresco di dimissioni dalla magistratura, come capolista in una circoscrizione, che però - per volontà dello stesso Grasso - non sarà la Sicilia, regione dove per lunghi anni si è svolto il lavoro del procuratore.
IL PROCURATORE COMMOSSO
Dal canto suo, Grasso ha ringraziato commosso per essere stato accolto in quella che ritiene essere la sua nuova casa, «in cui mi si dà la possibilità di portare avanti le mie idee con un progetto alto» e dove è stato accolto ieri mattina dall’abbraccio di Annarella, storica militante del Pd. Espressa la convinzione che un magistrato «non debba farsi etichettare politicamente», il procuratore si è detto «rammaricato» di non aver potuto annunciare la propria candidatura con le sue dimissioni già accettate dal Csm: «Ma non pensavo di dover prendere così rapidamente il treno in corsa. La mia è stata una decisione radicale e sofferta. Una scelta di vita che - ricorda Grasso con voce rotta dall’emozione - mi faceva tremare la mano quando ho firmato le dimissioni da magistrato». Passando ai progetti di quella che sarà la sua nuova carriera, l’ex procuratore dice: «Dopo 43 anni in magistratura ho maturato una visione delle cose che metto a disposizione del Pd per un progetto di rivoluzione graduale del sistema giustizia in un Paese che ha raggiunto il massimo della confusione». «Tante volte da magistrato - aggiunge Grasso - ho portato idee alla politica, ma poche ne ho visto realizzate». Sarebbe quindi ora di dar vita a un «grande progetto trasversale sui temi della legalità», partendo magari da un’incompiuta come la legge anti-corruzione del ministro Severino che, «pur essendo un passo avanti, non risolverà certo - osserva Grasso - il problema della corruzione in Italia».
CENTRO DEMOCRATICO
Intanto, mentre parte la campagna di affissioni del Pd centrata sullo slogan ”L’Italia giusta“, nasce la nuova componente del centrosinistra, il ”Centro Democratico“, che andrà alle elezioni apparentato al Pd. E nelle cui liste troveranno i due promotori Bruno Tabacci, fresco di primarie democrat, e l’ex capogruppo Idv, Massimo Donadi, assieme al leader dell’Api, Francesco Rutelli.