Il Pd: «Chiarisca da che parte sta». Il cardinale Bagnasco: «Onestà e capacità»
ROMA Mentre dal Pdl accusano Monti di «sotterfugi» perché sarebbe pronto a «fare da stampella» al centrosinistra per governare, il segretario del Pd Bersani, dopo la conferenza stampa del premier, sostiene di non avere per niente le idee chiare sulla collocazione della formazione di centro. «Con Monti c’è un rapporto amichevole, di rispetto e stima. Noi siamo alternativi alla destra, a Berlusconi e alla Lega. Monti e le formazioni centrali si rapportano al Pd che è il primo partito: ci vedono alternativi, competitivi o sono disponibili a un’alleanza?». Bersani se lo chiede da qualche giorno, senza ottenere risposta, ma del resto nel Pd sono consapevoli che tra le varie pattuglie che si vanno radunando intorno al professore, ce ne sono alcune che con il centrosinistra non vogliono avere a che fare. Primi fra tutti i gruppi del Pdl che hanno aderito all’agenda Monti. «Da parte mia – conclude Bersani – ho sempre detto che noi siamo disponibili a una convergenza con una forza europeista, non tocca a noi chiarire». Insomma, Monti gioca ancora a carte coperte, e Bersani tenta di stanarlo ben consapevole comunque dei problemi che aprirebbe con Sel e la sinistra del partito una eventuale alleanza con Monti. Nel Pdl invece sono furibondi, i sospetti di trucchi e congiure aumentano dopo che ieri mattina il cardinale Bagnasco ha ribadito la «benedizione» del Vaticano per Monti: «Penso che sull’onestà e capacità di Monti ci sia un riconoscimento comune con riconoscimenti sia in Italia che all’estero» ha detto il presidente della Cei, dopo che già l’Osservatore Romano aveva espresso apprezzamenti per la «salita» in politica dell’ex rettore della Bocconi. Se Bersani minimizza i commenti del Vaticano («non è un’ingerenza»), il Pdl vede un complotto che unisce Pd, Monti e la Chiesa per far scomparire definitivamente il Pdl. Il segretario Alfano ribadisce che il disegno occulto è «l’alleanza con la sinistra». Per poi aggiungere che «c’è una sinistra coincidenza tra l’agenda Monti e il programma di Bersani: entrambi aumenteranno le tasse». E sono numerosi gli esponenti del Pdl che continuano ad accusare il senatore a vita di aver tradito la fiducia di tutti, e soprattutto di Napolitano, con la scelta di mettersi a capo del centro. Casini e Fini gongolano e festeggiano. La scelta di Monti ha permesso a Udc e Fli di rientrare nella partita