L’AQUILA«Siamo un punto di riferimento per l’intero Paese. Siamo stati gli unici in Italia ad abbassare le tasse». Riduzione di Irpef e Irap del 30 per cento a partire dal primo gennaio, tagli alla spesa pubblica e prospettive di sviluppo con l’utilizzo dei fondi Fas, 600 milioni in tutto, ma anche ricostruzione e futuro politico. Nel tracciare il bilancio del 2012 ormai al tramonto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, spazia a 360 gradi, partendo dal risultato «a cui, un anno fa, nessuno credeva. Oggi - dice - la Regione Abruzzo può vantare la riduzione delle addizionali regionali Irpef ed Irap del 30 per cento a conferma del grande lavoro politico e amministrativo propedeutico posto in essere in questi anni di governo. Nel frattempo, stiamo finanziando importanti interventi in campo sanitario e nel 2013 saremo una delle nove regioni italiane a poter garantire i livelli essenziali di assistenza». In tema di tasse, però, Chiodi si spinge in là con lo sguardo: «Nel 2015 finiremo di pagare le cartolarizzazioni e, pertanto, dal 2016 potremo ridurre di un ulteriore 30 per cento le tasse per i cittadini abruzzesi. Non sono uno che prende impegni se sa di non poterli mantenere». Ma risanamento dei conti e contenimento della spesa pubblica non precluderanno processi di sviluppo che dipenderanno «da altri molteplici fattori. Innanzi tutto da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, dallo spirito di sacrificio, dai modi di agire con laboriosità e dinamismo e dal porsi con spirito costruttivo, nel confronto, davanti al cambiamento. Su questo punteremo nei prossimi anni. Siamo l’unica regione italiana a poter disporre dei fondi Fas, oltre 600 milioni di euro, per lo sviluppo e non corriamo rischi di disimpegno per i fondi europei assegnati all’Abruzzo». Dall’agosto scorso, inoltre, Chiodi ha dismesso i panni di commissario alla ricostruzione e anche su questo si sofferma sostenendo che «la ricostruzione è una questione abruzzese e nazionale. Sono stato un baluardo contro gli interessi delle lobby e delle corporazioni nati dall’assegnazione di 15 miliardi di euro per la ricostruzione dell’Aquila e dei territori colpiti dal terremoto del 2009. Il Comune dell’Aquila deve tenere molto alta la vigilanza, l’amministrazione comunale deve operare controlli molto approfonditi nelle varie procedure burocratiche e ha la forza sufficiente per farlo. Credo, inoltre, che la comunità aquilana abbia perso diverse occasioni, non avvalendosi di collaborazioni e competenze di livello internazionale». Non manca, inoltre, una stoccata al sistema istituzionale nazionale: «Oltre ai due miliardi Cipe si è cercato di far inserire nella legge di stabilità un ulteriore miliardo per la ricostruzione, ma non è stato possibile. La cosa mi preoccupa molto, soprattutto se penso che sono stati erogati circa dieci miliardi di euro per finanziare cose molto meno importanti». E proprio a tal proposito, sul suo futuro nello scenario politico Chiodi è netto: «Volete sapere se mi candido al Parlamento o al Senato? No, non lo farò. Sono il presidente di questa Regione e il mio pensiero è quello di agevolare i processi di crescita previsti per il 2013». Qualche dubbio, inoltre, viene palesato sul suo futuro nel Popolo delle libertà: «Non ho legami di partito con nessuno, né con Berlusconi né con altri. Non li avevo quando mi candidai a sindaco e non li avevo quando mi candidai alla Regione: i sondaggi dicevano che ero l’uomo giusto per vincere, e solo dopo mi sono iscritto al Pdl. Io sono un uomo liberale, non mi piacciono le derive lepeniste alla La Russa. Sono nel Pdl, ma voglio capire dove si va a finire, che tipo di percorso intraprenderà il partito. Se ci sarà un rimpasto di giunta? Sono abituato ad affrontare le questioni quando si pongono, mai preventivamente». Intanto ieri, in Consiglio regionale, è iniziata la lunga maratona per l’approvazione del bilancio regionale. C’è tempo fino a domani per l’ok dell’aula ma già nella giornata odierna potrebbero arrivare delle novità in tal senso. Per il 2013 è prevista una capacità di spesa di fondi Fas per complessivi 280 milioni di euro. Infine l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha approvato il disciplinare contenente le regole per l’attuazione del registro pubblico dei rappresentanti di interessi. Istituito con legge regionale, il registro regolamenta l’attività di rappresentanza presso il Consiglio e la Giunta dei «gruppi di interessi particolari» ossia dei gruppi portatori di interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica.