Il presidente della Provincia di Chieti medita le dimissioni per occupare un posto nella lista Udc ma nel partito sono ancora forti le resistenze in vista della direzione nazionale del 4-5 gennaio
CHIETI Potrebbero essere sul tavolo oggi, a mezzogiorno, le dimissioni di Enrico Di Giuseppantonio. Seguendo l'esempio del collega dell'Aquila, Antonio Del Cor vo, il presidente della Provincia di Chieti è certamente tra gli aspiranti a un posto nelle lista dei candidati dell'Udc alla Camera. Il condizionale è d'obbligo. Non solo perché manca l'ufficializzazione delle dimissioni, ma soprattutto perché il partito di Casini, in Abruzzo, si presenta molto diviso sulla scelta delle candidature e una decisione definitiva dei vertici nazionali Udc non arriverà prima del 4-5 gennaio. L'ambizione a un posto da deputato è sempre stata uno dei pallini inseguiti da Di Giuseppantonio, che sin da gli anni di apprendistato nella Dc di Anna Nenna D'Antonio è la promessa mai autenticamente sbocciata nel panorama politico locale. Dopo l'esordio in Provincia, tra i banchi dello scudocrociato, e la lunga esperienza amministrativa da sindaco nella sua Fossacesia, oggi il presidente della Provincia di Chieti ha la possibilità di giocarsi una carta importante per tentare il salto nella politica che conta. Gli ostacoli frapposti su questo cammino non sono irrilevanti. Il partito è spaccato nella corrente che fa capo all'aquilano Rodolfo De Laurentiis, attualmente in sediato nel consiglio di amministrazione della Rai, e l'altra che fa riferimento a Di Giuseppantonio. Ma nell'Udc le resistenze sono forti anche per le speranze di candidatura del consigliere regionale Antonio Menna. Inoltre resta in lizza la disponibilità del professor Lucio Achille Gaspari, figlio dello scomparso super ministro di Gissi, molto accreditato soprattutto negli ambienti romani del partito. Per Gaspari, si potrebbe tuttavia aprire una prospettiva credibile al Senato mentre, al momento, sembra più complicata la corsa al Parlamento per De Laurentiis, il quale avrebbe difficoltà a lasciare il posto nel Cda Rai, unico in quota all'Udc. Tutto questo spiega perché Di Giuseppantonio non abbia ancora deciso di ufficializzare le dimissioni, che tuttavia potrebbero arrivare oggi, in attesa delle designazioni di Roma, avendo sempre la possibilità di tornare sui suoi passi entro venti giorni, e di riprendere così le redini dell'amministrazione provinciale, ammesso che nel centrodestra chietino una operazione del genere possa andare avanti senza il veto degli alleati, in particolare quello del Pdl che è il principale partito della coalizione Una eventuale ufficializzazione delle dimissioni rappresenterebbe del resto il passaggio decisivo di Di Giuseppantonio nell'area politica del presidente Monti, che proprio in questi giorni si sta organizzando con una lista unica per il Senato e tre liste federate alla Camera (Udc, lista Montezemolo Fini e una con candidati di area esclusivamente montiana). Un cambio di collocazione che metterebbe Di Giuseppantonio decisamente fuori dall'area berlusconiana del centrodestra.