A sorpresa Antonio Del Corvo si è dimesso da presidente della Provincia. Lo ha fatto ieri con una lettera indirizzata all’intero consiglio provinciale, al presidente dell’assise Filippo Santilli, al segretario dell’ente Francesco Belmonte e, infine, al prefetto Francesco Alecci. Un atto, quello di Del Corvo, necessario per la presentazione della candidatura alle prossime elezioni politiche. Nella lettera c’è anche una breve sintesi delle motivazioni della scelta: «Primariamente - scrive del Corvo - il venir meno delle condizioni ideali necessarie per poter adempiere fedelmente al mandato elettorale affidatomi dai cittadini nel marzo del 2010». Del Corvo parla di «mancanza di collaborazione tra istituzioni frutto di mere strumentalizzazioni politiche e lontana dagli interessi dei cittadini». A questo proposito cita come esempio negativo il comma 417 della legge di stabilità 2013, quello che sancisce la proroga fino al 30 giugno del 2013 del personale precario in servizio al Comune dell’Aquila nei settori Politiche sociali e Urbanistica. «I cittadini di una provincia terremotata - scrive Del Corvo - non meritano questo trattamento e necessitano di veri rappresentanti (degli interessi dei cittadini e non personali) in seno al Parlamento».
LA CANDIDATURA
In realtà Del Corvo non ha sciolto ancora la riserva. Il decreto 223 del 18 dicembre, infatti, prevede che le cause di ineleggibilità vengano meno se si cessa dalla carica entro sette giorni dal decreto di scioglimento firmato dal Presidente della Repubblica (il 29 dicembre). Del Corvo dice a chiare lettere di aver ricevuto proposte di candidature sulle quali sta ancora riflettendo. «Al fine di non pregiudicare una eventuale decisione di accettazione diventa atto d’obbligo rispettare il termine imposto dal decreto legge» scrive il presidente della Provincia. Insomma Del Corvo dice di volere qualche giorno in più per riflettere. Tra i motivi che lo spingerebbero ad accettare ci sono «la necessità di dare alla provincia una voce che rappresenti le istanze dei cittadini tese a dare risposta agli interessi della collettività e non agli interessi dei singoli, cosa che non ho trovato negli attuali rappresentanti soprattutto di sinistra che si vogliono proporre come i salvatori della provincia». Per capire come finirà, dunque, non resta che attendere.