Cinque anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, protagonista dello scandalo Ciclone sul presunto malaffare al Comune di Montesilvano.
L’ANALISI
La sentenza va esaminata con attenzione. Dei 32 imputati soltanto 13 vengono condannati e cade l'impianto accusatorio fondato sul cosiddetto sistema Montesilvano, cancellato dalla sentenza letta dal presidente Carmelo De Santis che sancisce l'assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, dal reato di associazione per delinquere. Cantagallo è condannato per 4 sui 17 capi di imputazione contestati: un abuso d'ufficio e tre episodi corruttivi, due dei quali legati al principale accusatore, Bruno Chiulli della Green Service (per un episodio del 2005 quando era assessore e per un altro del 2006 quando era sindaco) e poi per la corruzione che riguarda le presunte tangenti versate dall'imprenditore Duilio Ferretti, anche lui condannato a 3 anni e mezzo.
CANTAGALLO
«Io non commento la sentenza e non sono in grado di dare giudizi - ha detto il legale di Cantagallo, l'avvocato Giuliano Milia - ma vorrei si riflettesse su un dato statistico: l'assoluta prevalenza di assoluzioni perché il fatto non sussiste, il resto lo vedremo in appello». Una condanna che comunque per l'ex sindaco suona come la fine della carriera politica, legata all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
GLI ALTRI
Una sentenza che, come detto, smonta comunque il teorema del sistema Montesilvano basato sul distorto rapporto tra amministratori pubblici e imprenditori del mattone, peraltro rivisto dallo stesso pm Gennaro Varone che in requisitoria aveva tirato fuori dall'associazione tutti gli imprenditori e riqualificato il ruolo di alcuni amministratori e funzionari comunali a semplici partecipi. E che fa cadere un altro pilastro accusatorio con l’assoluzione dell'avvocato Lamberto Di Pentima, ex capo di gabinetto di Cantagallo. Era accusato di calunnia e favoreggiamento per aver cercato di screditare la procura e gli investigatori tirando fuori la storia sentimentale tra la Antonella Marsiglia, dirigente della polizia municipale e moglie dell'allora capo della squadra mobile Nicola Zupo che seguì le indagini, e l'ex sindaco Cantagallo. Un passaggio non di secondo piano del processo. I motivi della sentenza si conosceranno fra 90 giorni e spiegheranno in quale considerazione è stata tenuta la deposizione della Marsiglia a processo. Le altre condanne, come quelle di Paolo Di Blasio, Ronaldo Canale, Alfonso Di Cola, Gugliemo Di Febo sono legate anch'esse ai due episodi corruttivi che riguardano l'imprenditore Duilio Ferretti, mentre la condanna di Attilio Vallescura (per falso e corruzione) riguarda un unico episodio, il rapporto con l'imprenditore Michele Blasiotti, anche lui condannato (3 anni). Rivista anche la posizione dell'avvocato Marco Savini, ex vice sindaco, e di Andrea Diodoro per i quali le accuse di falso e truffa sono state riqualificate in semplice abuso d'ufficio con condanna di un anno e sei mesi da condividere con altri due imputati. Escono invece di scena l'amministratore Vladimiro Lotorio (assolto, il fatto non sussiste) e l'ex sindaco Renzo Gallerati fuori per prescrizione, ma anche con una formula piena dal reato di corruzione.