Un'acrobazia dialettica quella del Ministero delle Infrastrutture che, dribblando il campo minato dell'apertura delle Fontari dopo il sopralluogo dell'Ustif del 27 dicembre, sembra voler dire al Centro turistico e alla direzione regionale dei Trasporti: «Aprite pure, ma a vostro rischio», sottolineando che in mancanza del parere della direzione regionale «l'impianto non potrà funzionare in servizio pubblico». Insomma ieri la funivia non avrebbe potuto funzionare. Dalla nota del Ministero si è appreso finalmente che il sopralluogo sull'impianto riguardava una proroga e non il via libera alla revisione della seggiovia. Tale proroga scadrà il 18 dicembre 2013 e potrà essere revocata in qualsiasi momento. Fino ad allora, il Ministero non si assume responsabilità. Un concetto ribadito con frasi come «cedendo ogni altra responsabilità in capo a diversi soggetti interessati», o «il presente provvedimento è rilasciato fatti salvi i diritti di terzi».
Il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio de Matteis, venuto in possesso della nota ha convocato la stampa. «Nonostante queste prescrizioni -rileva- la seggiovia è stata aperta e nella stanza dei bottoni c'era il direttore d'esercizio in persona, Dino Pignatelli». Forse per controllare che la seggiovia non superasse i 40 chilometri orari, questa sembra la soglia fissata nel verbale dell'Ustif che solo qualcuno giura di aver visto, dopo la sua scomparsa. Per de Matteis quello del Gran Sasso non è più un caso politico, si stanno commettendo dei reati. E rilancia: Cialente sapeva, visto che già nella sua relazione al vetriolo l'ex direttore d'esercizio, Cordeschi sottolineava la mancanza di pezzi di ricambio facendo riferimento allo scarrucolamento della fune avvenuto lo scorso anno. L'ex presidente Comola accusa Cialente di aver scelto la ditta, quando invece c'è stata gara pubblica.
IL SINDACO
Ma il primo cittadino non perde il suo ottimismo: «Non dubito che una personalità in questo momento contraddittoria come de Matteis possa gioire di questa lettera -esordisce- Torno a ripetere che, per i guai in cui è stato lasciato il Centro turistico, tenerlo in funzione è l'unico modo per assicurare i 35 stipendi voluti dal centrodestra e per evitare che attraverso procedure fallimentari venga smembrato. Anche durante le feste si è lavorato per rilanciare il Ctgs, il tutto dovrà avvenire entro febbraio o si porteranno libri in tribunale. I primi atti saranno la sostituzione dell'impianto delle Fontari e la realizzazione di un nuovo impianto che arrivi al Pozzello. Contemporaneamente si provvederà all'illuminazione della funivia, alla realizzazione di una fermata intermedia per i valloni e si programmerà la realizzazione degli impianti di Montecristo Sud e Nord. Mi aspetto che la Regione, oltre a preoccuparsi di passare le carte a de Matteis, assicuri il finanziamento di 5 milioni già destinato al Gran Sasso per permetterci la sostituzione delle Fontari entro settembre».