«Basta con gli attacchi gratuiti». A parlare è Dino Pignatelli, direttore d’esercizio degli impianti del Gran Sasso. «La Regione Abruzzo ci ha rilasciato la necessaria autorizzazione. Sono stufo di essere citato in maniera del tutto fuori luogo, poiché ho aperto gli impianti in totale sicurezza. De Matteis ha fatto delle affermazioni gravissime che mettono in dubbio la mia professionalità e questo non l’accetto. Sto lavorando solo per salvare il Gran Sasso. Sarebbe bene che altri dicessero chiaramente cosa vogliono fare».
L’AQUILA Il Gran Sasso non trova pace neppure nel giorno della tanto attesa riapertura degli impianti. A gettare altra benzina sul fuoco delle polemche , negli ultimi giorni roventi, è stato il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis che, nel corso di una conferenza stampa, ha tuonato contro il sindaco Massimo Cialente. accusandolo più volte »di dire solo bugìe» .Nel mirino la riapertura della stazione sciistica «nonostante l’invio in Regione, da parte della direzione generale del ministero delle Infrastrutture, di una nota in cui si afferma che gli stessi impianti non possono funzionare in servizio pubblico. In questa vicenda, relativa alla revisione della seggiovia delle Fontari, c’è qualcosa che non quadra. Il sindaco Cialente dovrà spiegare alla città ciò che sta accadendo. Cose di una gravità unica, perché stiamo parlando anche, e soprattutto, di sicurezza. Giovedì al sopralluogo dei tecnici dell’Ustif era presente anche il sindaco, ma del verbale redatto al termine dei controlli non c’è traccia. Un documento che neppure i capiservizio hanno avuto modo di vedere e di sottoscrivere. E questa mattina alle Fontari non ci sono i capiservizio ma il direttore Dino Pignatelli. Una cosa anomala come il blocco, sembra ogni 5 minuti, della seggiovia. A questo punto è necessario avere risposte sui lavori effettivamente eseguiti». Nel documento della direzione generale del ministero delle infrastrutture (che si smarca da ogni eventuale responsabilità), viene concessa la proroga di un anno per la scadenza del termine per la revisione generale della seggiovia. «Ma» ha aggiunto De Matteis «si afferma anche che, in mancanza del provvedimento della Regione Abruzzo, l'impianto non potrà funzionare in servizio pubblico. Allora, visto che tale il provvedimento non c ’è stato, viene da chiedersi come sia stato possibile aprire». De Matteis ha poi tirato in ballo altri documenti. A cominciare dalla lettera inviata a Cialente dall’ormai ex presidente del Centro turistico Alessandro Comola. «In quella nota Comola afferma che è stato proprio il sindaco a scegliere la ditta Lallini per la revisione della seggiovia». Quindi la lettera con la quale il direttor d’esercio Marco Cordeschi ha annunciato le sue dimissioni. «In quel documento si parla di mancato rispetto delle norme di sicurezza, della necessità di reperire materiali e pezzi di ricambio, della mancata esecuzione di verifiche tecniche sullo stato di preparazione almeno dei macchinisti. Cose di cui ci si è preoccupati soltanto alla vigilia della riapertura, con il conseguente slittamento della stagione sciistica. Cialente deve dare risposte, perché non si può scherzare sulla sicurezza».
Cialente, replica al veleno «Vedo solo tanto livore»
L’AQUILA Non si è fatta attendere la replica piccata e velenosa da parte del sindaco Massimo Cialente alle affermazioni di Giorgio De Matteis. I due esponenti politici cittadini si sono sfidati nelle elezioni amministrative e da allora i loro rapporti sono pessimi. La risposta il primo cittadino l’ha affidata a Facebook, mezzo preferito da qualche tempo ai comunicati stampa e dove il sindaco va a briglia sciolte. «Di solito», scrive Cialente, «non rispondo alle spesso deliranti, vacue, dichiarazioni del Vice Presidente del Consiglio Regionale e mancato Sindaco Giorgio De Matteis. Non lo faccio perché sono abituato ed appassionato al dibattito politico e non alle chiacchiere farneticanti da bar. Ma questa volta voglio fare un'eccezione ed aprire una riflessione con voi, amici di facebook. Tutti ormai sanno che il Centro Turistico è allo stremo, in seguito alla folle assunzione di 35 dipendenti voluti da Tempesta e centrodestra, compreso quindi anche De Matteis, uomo forte di quell’alleanza politica, e dall'allora Presidente Piero Di Piero. Al momento del mio insediamento trovai che l’allora assessore al Bilancio Giancarlo Silveri, attuale Direttore Generale Asl (potete chiedergli se è vero), si era rifiutato di approvare il bilancio del Centro, e Tempesta aveva condiviso. Infatti quando mi insedia il bilancio non era approvato. Perché io approvai il bilancio, assumendomi di fatto una enorme responsabilità? Perché se non l'avessi approvato (è successo lo stesso con tutte le altre aziende), avrei dovuto portare i libri in tribunale per aprire le procedure fallimentari. Questo avrebbe significato due cose: l'immediato licenziamento di 35 lavoratori (gli autoferrotranvieri non godono di cassa integrazione) nonché la vendita, e quindi lo smembramento, di tutte le proprietà del Centro Turistico. Cosa questa che avrebbe decretato la fine di qualsiasi ipotesi di rilancio del turismo su quel tesoro che è, potenzialmente, il Gran Sasso. Adesso stiamo lavorando come matti per avere questo rilancio entro il mese di febbraio, altrimenti saremo costretti ad andare in tribunale, ma sono ottimista. Comunque quello che ho scritto spiega perché mi sono sempre battuto come un leone per tenere in vita il Centro Turistico, riuscendo tutti gli anni anche a svolgere comunque la stagione e soprattutto pagando 35 stipendi con tredicesime e, tranne quest’anno, anche le quattordicesime. Risolto lo scorso anno il problema collaudo funivia (per il quale trovai miracolosamente i 3,5 milioni necessari che il Centro turistico Gran Sasso non aveva mai accantonato), quest’anno vi era il problema Fontari. Tutti sappiamo che è un impianto obsoleto, che conviene cambiare, e che comunque richiede un intervento per almeno due milioni di euro. Quest’anno questi soldi non c’erano. Allora abbiamo deciso di investire (con i salti mortali) quanto potevamo, attuando una procedura di progressivi interventi, tutto secondo legge e sempre guardando alla sicurezza. Se non avessimo fatto così, e quindi non riaprendo, il Ctgs sarebbe morto del tutto. E da un mese la città avrebbe altri 35 disoccupati. Avremmo potuto aprire anche il 16 dicembre, se una sconsiderata iniziativa di due operai, non avesse indotto l’Ustif a rinviare il collaudo. Ora l'obiettivo è rifare nel 2013 il nuovo impianto, ma nel frattempo anche questa stagione saremo aperti. Spero, se il tempo sarà buono ed avremo neve, di poter così pagare stipendi e tredicesima arretrata. L'odierna (di ieri, ndr)apertura dovrebbe quindi essere per tutti una buonissima notizia. Certo si può ancora recriminare sul ritardo, addossarne a me le colpe (più di questo non potevo fare e se non avessero commesso la sciocchezza quei due avremmo avuto un Natale con gli impianti aperti), ma comunque tutti gli aquilani oggi dovrebbero tirare un sospiro di sollievo. De Matteis no. Tramite quelche dirigente regionale, riceve una lettera del Ministero, superata dalla autorizzazione ricevuta invece ieri per l’esercizio, e fa una conferenza stampa, con l’obiettivo di indurre anche la Regione e il Ministero a non far aprire, chiedendo al sottoscritto di non aprire gli impianti. Gongolando felice. Tanto a lui che gli frega dei lavoratori del centro turistico, degli operatori turistici, dell’immagine della città, dei cittadini che amano sciare a Campo Imperatore? L’odio di parte che muove questo pseudopolitico aquilano è tale che pur di vedere la mia amministrazione in difficoltà, si batte contro gli interessi della città. Ricordate la storia del Re Salomone e delle due mamme che si contendevano il bambino? Salomone disse: non c’è problema, tagliate il bambino a metà e datene una porzione a ciascuna madre. Una madre implorò di non farlo, chiedendo al Re di assegnare il bimbo all’altra. Salomone capì che quella era la vera madre, le consegnò il piccolo e punì la falsa madre. Aveva compreso che solo chi era mosso da vero amore diceva la verità. De Matteis è come la falsa madre. Riflessione. De Matteis è stato eletto dagli aquilani. Per fare i suoi interessi, le sue battaglie politiche, i suoi scontri, e per sfogare i propri livori, che sempre lo muovono e dei quali ha l’animo colmo (mi spiace per lui, non deve essere una vita serena) o per fare fino in fondo comunque e dovunque gli interessi della Città? Cosa ha fatto per L’Aquila in questi drammatici 3 anni e mezzo dopo il sisma. Quali battaglie, quali leggi, quali iniziative? E come si è schierato rispetto al commissariamento, nello scontro che Chiodi ha avuto con la Città, quel Chiodi che alla fine persino il Governo ha licenziato su due piedi? E cosa vi dirà ora che magari si ripresenterà a chiedere voti? Il centro turistico è in funzione. Presto si salverà. Ma voi capite la solitudine con la quale si lavora, avendo di fronte un’opposizione che bada solo all’attacco, peraltro in molti casi giusto, ma pericoloso se mai si guarda comunque all’interesse vero, di fondo, della città Abbasso i gufi. De Matteis ha collezionato un’altra delle sue figure barbine. Lascio a voi giudicare. Abbasso sempre i gufi».