L'AQUILA Conferenza stampa di fine anno del governatore Gianni Chiodi: «L'obiettivo è continuare l'azione di risanamento: nel 2013 puntiamo a diventare la nona regione in Italia ad assicurare i livelli essenziali di assistenza e nel 2016, se sarò rieletto, contiamo di abbassare le tasse di un ulteriore 30%». Proprio il taglio delle tasse è il cavallo di battaglia del governatore in questo periodo di feste: «Sianmo stati i primi in Italia, e potremo abbassarle ancora nel 2016 perchè nel 2015 termineranno i pagamenti per le cartolarizzazioni per i debiti della sanità fatte dieci anni fa». E sulla sanità, ancora: «Stiamo finanziando importanti interventi in tutti gli ospedali , con importanti azioni di ristrutturazione e investimenti in tecnologie avanzate, laddove si era fermi anche da 25 anni. Ma abbiamo ancora un grande lavoro da fare per ridurre le liste d'attesa e tanti servizi ancora non a livello degli standard d’eccellenza. Sono certo che anche questi obiettivi saranno presto raggiunti. Abbiamo risorse, ottime professionalità e una fortissima volontà nel proseguire il cammino intrapreso».
I CONTI
Sui conti della Regione Chiodi ha aggiunto: «In quasi quattro anni li abbiamo portati in equilibrio, è un evento storico, riducendo di un terzo la spesa pubblica e conducendo una crociata contro gli sprechi e i privilegi della politica. Non abbiamo contratto un solo euro di nuovo debito nè sottoscritto nuovi mutui, ma abbiamo eliminato enti superflui, ridotto dirigenti, abbattuto le spese di rappresentanza, tagliato consulenze. Siamo stati la prima Regione a eliminare il vitalizio e a ridurre i compensi dei consiglieri regionali, misure che sono state una doverosa risposta agli errori del passato. Abbiamo mantenuto gli impegni presi al momento del nostro insediamento».
LOBBY
Sulla ricostruzione dell’Aquila: «Sono stato un baluardo contro gli interessi delle lobby e delle corporazioni nati dall' assegnazione di 15 miliardi di euro per la ricostruzione dell'Aquila e dei territori colpiti dal terremoto del 2009. La battaglia per la legalità deve essere condotta da parte nostra, ma anche da parte di tutti i cittadini. Il Comune dell'Aquila deve tenere molto alta la vigilanza, con controlli molto approfonditi. Ha la forza per farlo».
Consiglio fino a notte alta per il via libera al bilancio. Maratona prima nella commissione e poi in aula
L'AQUILA Maratona di fine anno per il bilancio 2013. Il Consiglio regionale è andato avanti fino a ora tarda per il via libera al documento di previsione economica, a quello di programmazione e alla finanziaria che insieme definiscono la gestione di circa 2,8 miliardi da parte dei vari settori dell'amministrazione regionale (la parte del leone la fa la sanità con 2,3 miliardi). C'è voluta una giornata intera per mettere ordine tra proposte e emendamenti. E far quadrare i conti (si fa per dire) ha portato i soliti problemi, con alcune difficoltà in più, prima fra tutte il rigore imposto dalla spending review che ha determinato tagli consistenti in settori come i trasporti (45 milioni in meno nelle ferrovie), e lo Stato ha ridotto del 73% i suoi trasferimenti che hanno sempre rappresentato una parte cospicua del bilancio regionale.
E su questa coperta corta, si è accesa la discussione prima in commissione Bilancio, poi nell'aula del Consiglio. Il dibattito in commissione ha occupato buona parte della giornata. Primo confronto in mattinata, poi interruzione breve per aprire l'assemblea. Il tempo di approvare un paio di provvedimenti comeo il progetto di legge a sostegno della Fondazione per la Scuola nazionale del Cinema, quindi di nuovo in commissione fino alle 20. «Abbiamo voluto limare il più possibile i contrasti, prima del confronto in assemblea -ha detto Riccardo Chiavaroli, portavoce Pdl- Non ci sono state particolari tensioni. Sui temi irrisolti, ma non sono molti, deciderà il Consiglio». Meno conciliante Claudio Ruffini, Pd: «Il bilancio di previsione 2013 è figlio di problemi che hanno limitato ancora di più la disponibilità finanziaria condizionata al 90% dalla spesa sanitaria. E ci sono meno soldi anche per la ferrovia. E, a proposito di trasporti, che fine ha fatto l'azienda unica? E il nuovo piano sanitario regionale, e la riforma dei consorzi industriali commissariati, e l'Ato unica?». Insomma una commissione che quasi si sostituisce al Consiglio ma che non è in grado di risolvere tutti i problemi come conferma Camillo D'Alessandro, oggi impegnato con le primarie Pd: «Non ci sono particolari contrasti, ma restano divergenze su capitoli chiave. E poi: la Regione restituisce sì le tasse, ma conserva il 10% del bollo auto, pari a 10 milioni di euro». Di divergenze parla anche Franco Caramanico, Sel: «Contesto Chiodi quando dice che sono stati ridotti i tetti di spesa. Solo gli interessi passivi sono aumentati del 27% nel 2012. Qui si dà molta importanza alla finanziaria e poca al Dpef».