PESCARA Ore decisive, in Abruzzo, per la scelta dei candidati alle politiche di febbraio. I partiti sono in grande fibrillazione e la battaglia per ottenere un posto nelle liste entra nel vivo. Dopo le dimissioni di Antonio Del Corvo da presidente della Provincia dell'Aquila, anche il suo collega della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, lascia l'incarico. Entrambi puntano a correre per il Parlamento, rispettivamente nelle file del Pdl e dell'Udc, ma devono ancora ottenere il placet dai propri partiti. Del Corvo fa sapere di «aver ricevuto proposte di candidature, sulle quali sto ancora riflettendo», mentre Di Giuseppantonio annuncia di essere «a disposizione dell’Udc, con la speranza di essere candidato ed eletto, per portare la mia esperienza in Parlamento». La carica di presidente della Provincia è causa di ineleggibilità parlamentare, che tuttavia viene meno nel caso di cessazione dall'incarico entro sette giorni dalla firma del decreto di scioglimento delle Camere. Napolitano ha firmato lo scorso 22 dicembre e i due presidenti di Provincia si sono adeguati sul filo di lana. Entrambi, ad ogni modo, avranno venti giorni di tempo per ritirare le proprie dimissioni. La scelta di Del Corvo e Di Giuseppantonio, dunque, non è altro che un atto dovuto per poter sperare di essere candidati. Ha gioco facile l'opposizione, che accusa gli aspiranti parlamentari «di anteporre le ambizioni personali alle proprie responsabilità di amministratori e al rispetto per le istituzioni». Per due candidati di peso che si offrono, c'è una candidatura eccellente che si dissolve. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, dopo essere stato inserito a lungo tra i papabili, fa sapere di puntare alla riconferma alla presidenza della Regione e dunque di non essere interessato ad un posto in lista per le prossime elezioni politiche. Sulla scelta di Chiodi, che solo poche settimane fa si era mostrato possibilista rispetto ad una sua candidatura alla Camera, pesa la ridefinizione degli equilibri all'interno del partito, seguita alla ridiscesa in campo di Berlusconi. Nel Pdl i nomi caldi per il Senato sono quelli di Filippo Piccone, Fabrizio Di Stefano e Paola Pelino, mentre per la Camera crescono le quotazioni di Paolo Tancredi, Sabatino Aracu, Nazario Pagano e Mauro Febbo. Paolo Gatti gioca su due tavoli: da una parte è corteggiato dall'Udc, dall'altra guarda con interesse al progetto di Meloni, La Russa e Crosetto, pronti a riservargli un ruolo da capolista in Abruzzo. Berardo Rabuffo e Daniele Toto sono pronti a correre per Fli, mentre Pd e Sel ufficializzeranno oggi le rose dei candidati scelti.