L’AQUILA «Gli abruzzesi devono andare fieri di un governo regionale che ha avviato con coraggio e risultati il difficile percorso di risanamento finanziario». Lo ha detto l'assessore al bilancio, Carlo Masci, nel suo intervento durante la discussione sulla legge finanziaria e di bilancio, approvata a maggioranza dal Consiglio regionale dopo oltre dodici ore di discussione. Masci ha ricordato che l'Abruzzo è «la prima regione ad aver operato un taglio dell'aliquota addizionale dell'Irpef di competenza regionale: è il segnale di un’importante inversione di tendenza dopo anni che hanno visto il contribuente abruzzese subire continui aumenti di imposte per la gestione del sistema sanitario». L'assessore ha poi spiegato che «la riduzione delle imposte riguarderà 600 mila contribuenti abruzzesi e scatterà da gennaio. La riduzione sarà diretta soprattutto sui redditi fino a 15 mila euro e da16 mila a 28 mila euro». Masci ha fornito chiarimenti su alcuni stanziamenti in bilancio. «Il capitolo relativo ai trasporti - ha detto - avrà la sua dotazione dopo che verrà pubblicata la legge di stabilità che ha previsto per l'Abruzzo 45 milioni di euro. Ora che le cifre sono chiare - ha concluso Masci - basterà un provvedimento amministrativo per portare i 45 milioni di euro sul capitolo di pertinenza». Il bilancio di previsione 2013 ammonta a 6 miliardi e 532 milioni di euro (oltre 700 milioni in più dello scorso anno). Sul fronte delle entrate, oltre a un avanzo di amministrazione pari a un miliardo e 50 milioni di euro, 2 miliardi e 820 milioni arriveranno da tributi e gettiti erariali, 84 milioni da contributi e trasferimenti dell’Unione Europea e dello Stato, 39 milioni e mezzo da entrate extratributarie, 251 milioni da alienazioni e riscossione di crediti, 2 miliardi e 300 milioni da contabilità speciali. Per quanto riguarda le spese, invece, 26 milioni di euro saranno destinati al funzionamento degli organi istituzionali, 199 milioni all’amministrazione generale (in cui rientrano i costi del personale), 8 milioni e 400mila euro alle politiche abitative, 31 milioni e mezzo alle opere pubbliche, 56 milioni di euro alla difesa del suolo e alla protezione civile, 186 milioni ai servizi e alle infrastrutture per la mobilità e il trasporto merci, 11 milioni all’agricoltura e all’economia montana, 20 milioni alle attività produttive, 17 milioni al turismo, 26 milioni e mezzo all’istruzione e alla cultura, 49 milioni alle politiche del lavoro, 2 miliardi e 400 milioni alla tutela della salute, 29 milioni alla protezione sociale, 19 milioni alle politiche delle autonomie locali, 975 milioni ai fondi, 196 milioni alla gestione del debito, 2 miliardi e 300 milioni alle contabilità speciali. Entrando nel dettaglio degli interventi, all’Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro è stato assegnato un contributo straordinario di 250mila euro; 680mila euro andranno al Ciapi per il pagamento degli stipendi ai dipendenti, 650mila alla marineria di Pescara per il fermo biologico, 900mila ai centri di ricerca Crab-Cotir-Crivea, 800mila euro agli allevatori dell’Ara, 100mila euro all’ammodernamento tecnologico delle piccole sale cinematografiche, 150mila euro al Parco regionale Sirente-Velino, 600mila euro alle riserve naturali, 350mila euro al completamento della viabilità nella zona artigianale di Lanciano, 200mila euro alla tutela della Chiesa di Pescocostanzo, 150mila ai Centri antiviolenza sulle donne, 200mila euro agli oratori. Il Soccorso Alpino riceverà un contributo straordinario (in aggiunta a quello già previsto) pari 100mila euro, il progetto Vita Indipendente 200mila euro, l’Unione Ciechi 40mila euro e l’Ente Sordi 70mila euro. Il Crab, infine, riceverà 29mila euro come cofinanziamento di un progetto ministeriale da 305mila euro. Se i rappresentanti del centrodestra hanno definito l’approvazione della legge finanziaria e di bilancio «un’altra pagina di buon governo», che «concilia rigore e politiche di sviluppo», fortemente critico è stato il giudizio delle opposizioni. Per il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, «da una parte abbiamo finte tasse che diminuiscono, mentre dall’altra si mettono le mani nelle tasche degli agli abruzzesi attraverso l’aumento del 10% del bollo auto. Un balzello, quest’ultimo, che era stato introdotto per pareggiare i conti della sanità, e che rimane anche in questo bilancio». Il capogruppo regionale dell’Idv, Carlo Costantini, ha invece denunciato «l’ennesimo aumento della spesa pubblica a favore di dirigenti regionali che troppo spesso vengono premiati senza motivo». Critica anche la Confesercenti, i cui rappresentanti sottolineano come la Regione «preveda, per il quarto anno consecutivo, di non destinare neppure un euro al sostegno delle 130mila piccole e medie imprese».