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Pescara, 13/06/2026
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Data: 30/12/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Così le detrazioni per i figli: fino a 200 euro in più all’anno

ROMA Il governo Monti lo considera il «perno sociale» intorno alla quale ruota la Legge di stabilità (da ieri in Gazzetta). Ed in effetti l’intervento sulle detrazioni per i figli a carico, che scatta dal 1° gennaio, modifica in maniera piuttosto significativa il meccanismo che serve ad abbattere il carico fiscale che grava sulle famiglie italiane. I quasi 3 miliardi di copertura spalmati tra il 2013 e il 2015 (per l’anno prossimo sono stati stanziati 980 milioni) sono stati distribuiti in modo da privilegiare i nuclei meno abbienti e numericamente più numerosi accentuando così la natura progressiva che caratterizza il sistema italiano. L’intervento messo a punto dalla maggioranza che, negli ultimi 13 mesi ha sostenuto l’esecutivo tecnico, distingue il beneficio in base al reddito, all'età e alla condizione dei figli.
I TETTI
Rispetto all’impianto in vigore fino ad oggi lo sconto di base (che parte dai 12 mila euro di reddito, considerato che sotto quella cifra il sistema delle detrazioni già fa pagare zero Irpef), per chi ha figli di età superiore ai tre anni, è stato alzato da 800 a 950 euro. Quello per i figli più piccoli è salito da 900 a 1.220 euro e se il figlio è portatore di handicap si ha una dote aggiuntiva da 400 euro, che porta il bonus rispettivamente a quota 1.350 euro per i figli superiori a tre anni e a 1.620 per quelli più piccoli. Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. In presenza di almeno 4 figli a carico ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione di 1.200 euro. Per non disperdere i soldi a disposizione, la legge prevede un tetto: con un figlio a carico, la detrazione spetta se chi presenta la dichiarazione ha un reddito non superiore a 95 mila euro, ma questo limite può essere incrementato di 15 mila euro per ogni figlio successivo al primo. Dai calcoli sviluppati dai Caf emerge che i più avvantaggiati saranno i contribuenti che guadagnano 15mila euro e che hanno 4 figli: per loro, le detrazioni arriveranno sino a 3.500 euro e lo sconto Irpef di 643 euro, rispetto al 2012. Gli sgravi, ovviamente, scendono con l’aumentare del reddito e di fatto, superata la soglia dei 60 mila euro, i benefici rispetto all’anno che sta per terminare diventano minimi. Come dimostrano alcuni esempi concreti. Con un figlio appena nato, lo sconto di 963 euro applicato ai redditi sotto i 20.000 euro, si potrarrà fino al terzo compleanno. In caso di due figli piccoli, la detrazione viene più che raddoppiata e arriva a 1.996 euro. Per i redditi tra i 35 e i 40 mila euro, quello degli impiegati di banca o dei funzionari pubblici di medio livello, la detrazione oscilla invece per i bambini più piccoli sui 700 euro. Si scende invece a 578 euro per i redditi fino a 50 mila euro. Per gli impiegati della pubblica amministrazione (con un reddito che galleggia intorno 30 mila euro) in una famiglia tipo con due figli entrambi sopra i tre anni, gli sconti ammontano a 1.382 euro: 218 in più di oggi.
FAMIGLIE NUMEROSE
Nel caso di tre figli si sale a 2.166 euro, mentre per un figlio solo la detrazione è calcolata in 650 euro l'anno. Nel caso di una famiglia con tre bambini, uno sotto i tre anni e gli altri due più grandi, il cui reddito è compreso tra i 50 e 60 mila euro (quello di un medico di base) le detrazioni passeranno dagli attuali 1.414 euro ai 1.622 previsti dal prossimo anno, con un guadagno di 208 euro. Con la stessa composizione familiare ma con un reddito tra i 25 mila e i 30 mila euro (quello di un insegnante) la detrazione è invece di 2.371 euro, 304 più su di quella in vigore. La differenza maggiore tra la vecchia e la nuova normativa la sentiranno le famiglie con un bambino disabile. Per i redditi più bassi, quelli sotto i 20 mila euro e un figlio sotto i tre anni, lo sconto arriva a 1.397 euro, 513 in più dell'attuale. Si passa a 1.304 euro se gli introiti annuali sono di 25 mila euro e a 1.211 se il reddito sale a 30 mila. Lo sconto minimo per chi guadagna 60.000 euro è di 652 euro (239 in più di oggi).

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