Economia. Il difficile momento di crisi aggravato dalla situazione aquilana a quattro anni dal sisma
L’AQUILA "Sotto l’albero di Natale gli abruzzesi troveranno in dono l’ennesimo, ingiustificato aumento del pedaggio lungo le autostrade da e per Roma». Lo afferma il presidente regionale della Cna, Italo Lupo, che giudica «inaccettabile» la decisione secondo cui, a partire da domani, 1 gennaio, i pedaggi praticati lungo la A24 e la A25 subiranno un rincaro vicino al 6%, dopo che già nei due anni precedenti le tariffe avevano subito rincari superiori al 6%. Rincari che, per inciso, sono superiori all’andamento stesso dell’inflazione, ferma a novembre al 2,5%. Secondo la Cna abruzzese, la decisione della società Strada dei Parchi di procedere all’aumento dei pedaggi, autorizzato dal Governo Monti, determinerà un ulteriore colpo alle tasche dei contribuenti, e a pagarne le spese saranno soprattutto quanti utilizzano per motivi professionali, come gli autotrasportatori, i percorsi verso la Capitale. «Oltretutto - osserva ancora Lupo - resta evidente, agli occhi dell’utente, la carenza di servizi messi a disposizione dalla società che gestisce le tratte, carenza che già negli anni passati era stata sottolineata e criticata, senza tuttavia produrre alcun ripensamento. Non vorremmo - conclude - che in questa modo i gestori delle autostrade abruzzesi facessero pagare a cittadini e imprese il vistoso calo di utenti registrato sulle due arterie, e quantificato tra gennaio e agosto scorso dall’Aiscat, l’associazione che raggruppa le società concessionarie dei tratti autostradali, in misura del 10,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2011, contro una media nazionale del 7,1% in meno». Ma i problemi per la Cna non riguardano solo i pedaggi autostradali. A testimoniarlo il direttore provinciale della Cna dell’Aquila, Agostino Del Re. «Gli indicatori parlano di un giro di boa per la seconda metà del 2013 a livello nazionale - ha sottolineato Del Re - ma stante alla valutazione concreta di quanto prodotto a 4 anni dal sisma, non si può certo essere ottimisti nell’intravedere, almeno per quanto riguarda la ricostruzione con i suoi effetti induttivi, segnali positivi in assenza di reali linee di indirizzo programmatico a cui fare riferimenti per snellire l’iter approvativo dei progetti di ricostruzione, in particolar modo per i centri storici. Intanto in questo anno abbiamo visto chiudere altre imprese artigiane ed esercizi commerciali ed altissimo è il ricorso alla cassa integrazione e agli ammortizzatori sociali». Un futuro tra luci e ombre. «A gennaio tireremo le somme. Dobbiamo lavorare tutti insieme. Che l'unione fa la forza non è solo un vecchio adagio».