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Data: 31/12/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Giuseppantonio è lotta sul successore. Il Pdl intanto rivendica la vice presidenza

La Giunta non è stata colta di sorpresa dalle dimissioni del presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio. «Ne avevamo parlato durante un esecutivo, condividendo il percorso politico che lui intende fare di candidarsi al Parlamento», afferma Antonio Tavani, vice presidente e assessore alla viabilità. Ma il Pdl con l'assessore regionale e leader provinciale del partito Mauro Febbo mette le mani avanti, rivendicando la vice presidenza dell’Ente. Di Giuseppantonio ha venti giorni di tempo per decidere se ritirare le dimissioni o confermarle. Un lungo periodo per ulteriore riflessione. Per Tavani occorre «avere il massimo rispetto per la scelta compiuta dal presidente che si è dimesso - sottolinea - in bellezza, all'indomani della conferenza stampa sulla spending review della Provincia su cose fatte e cose da fare». Intanto, ci si interroga su chi deve guidare la Provincia, nel caso di dimissioni del presidente in quanto «al momento le norme non sono ancora completamente chiare», dicono dalla provincia. Tavani, in quanto vice, prenderà subito le redini, in attesa di verificare l'iter da seguire: l'Ente non può restare senza guida. Dice: «Tutto quello che faremo sarà nel rispetto del programma dell'amministrazione e in stretto contatto con il presidente dimissionario». Per il lungo tempo «comunque non siamo d'accordo su una ipotesi di commissariamento della Provincia». Con la mancata conversione in legge del decreto sull'accorpamento delle province «c'è tanta confusione sulle procedure da seguire in caso di dimissioni», è il parere di Mauro Febbo. «Ma sia chiaro sin d'ora che per eventuali nuovi futuri assetti - rimarca con decisione - il Pdl, in quanto gruppo maggioritario in seno al consiglio, rivendica la vice presidenza della Provincia. Su questo non si discute». Anche Febbo si dice non sorpreso della decisione di Di Giuseppantonio di candidarsi al Parlamento perché «ci ha sempre puntato. Ma, secondo me, sbagliò a non candidarsi nel 1995, quando era assessore provinciale al turismo». L'assessore regionale aggiunge: «Io al posto di Enrico, avrei meditato un attimo in più perché le sue dimissioni possono apparire sbagliate, possono dare la sensazione ai cittadini di voler lasciare l'Ente di fronte a una situazione finanziaria pesante, al disastro ereditato dalla precedente amministrazione di centro sinistra e anche per la condizione economica nazionale».

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