Al «Tg5»: «Gli elettori leghisti e i nostri vogliono le stesse cose: meno tasse, più sicurezza, stretta sull'immigrazione»
Nuova apparizione in tv di Silvio Berlusconi. Questa volta tocca al Tg5. Con un intervento di quasi 6 minuti (contro il minuto e 43 secondi dedicati alla morte di Rita Levi Montalcini) il Cavaliere lancia i suoi avvertimenti alla Lega.
Berlusconi al «Tg5»: «Monti unito ad armata Brancaleone»
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«LOGICA CONSEGUENZA» -«Dopo le ricette del declino e dell'austerità del governo tecnico arriveranno le nostre ricette per la crescita e lo sviluppo». E le ricette sull'impasto con la Lega Silvio Berlusconi le ha raccontate al Tg5 dicendosi «molto ottimista» perché «la ragione prevarrà». Rispetto all'accordo con la Lega Berlusconi non lascia margini: «Non può che essere globale, locale e nazionale», ha detto, «altrimenti non c'è nessuna ragione di sostenere un candidato leghista in Lombardia». Il Cavaliere inoltre ha ribadito l'aut aut anche sulle giunte di Veneto e Pimonte, sottolineando che «non è una ritorsione ma una logica conseguenza politica». L'accordo con la Lega è nei fatti, sostiene il Cavaliere, «è un vantaggio per entrambi e la Lega lo sa. Gli elettori leghisti e i nostri vogliono le stesse cose: meno tasse, più sicurezza, una maggiore stretta sulla immigrazione».
#PRIMAILNORD - Non una vera risposta ma di certo una posizione che non fa bene all'accordo l'investitura a candidato premier per Flavio Tosi che Roberto Maroni già in mattinata aveva lanciato via Twitter: «Tosi Premier, ovviamente! Prima Il Nord». A cui aveva aggiunto, riprendendo gli hashtag #lombardiaintesta e #primailnord, «Mi sono candidato a Governatore della Lombardia perché ci credo davvero», «Roma viene dopo».