L’affondo contro Monti: il professore è stato scorretto
da capo dei tecnici si è trasformato in vice capo di Casini
IL CENTRODESTRA
ROMA La registrazione di un altro paio di interventi tv e, in attesa del gran duello previsto dopo la Befana nell’arena televisiva di Santoro, l’organizzazione di un tour elettorale nelle principali città. Gli ultimi giorni dell’anno, Silvio Berlusconi li affronta ad Arcore, con Paolo Bonaiuti, galvanizzato dai sondaggi che lo danno in salita e con percentuali che, a seconda degli istituti, viaggiano tra il 18 e il 20 per cento. Un recupero che ha messo a tacere anche coloro che sino a qualche settimana fa immaginavano di trasmigrare nel centro montiano e che, dopo la performance al teatro Olimpico, rischiano ora di non trovare posto nella lista che il Cavaliere guiderà in tutte le circoscrizioni.
LA LEGA
Le resistenze della Lega all’accordo, ufficializzate ieri l’altro nell’ennesimo vertice con gli esponenti del Carroccio, non preoccupano troppo Berlusconi che confida ancora nella possibilità di un ultimo colpo di coda del segretario federale al quale però ha già detto chiaro e tondo che «senza intesa nazionale, si può scordare l’appoggio del Pdl» nella corsa per il Pirellone. Berlusconi è infatti convinto che «l’amico Bobo stia andando a sbattere contro un muro» e che dopo il voto «sarà costretto a cedere il passo alla nuova generazione» se, oltre a non vincere in Lombardia, porterà in Parlamento «una ridotta di parlamentari». In sostanza, seguendo il ragionamento che faceva l’altra sera con i suoi, Berlusconi è convinto che nella Lega continui una sorta di regolamento dei conti e che i giovani colonnelli stiano cercando di mettere in un angolo Maroni preparandosi a scalare il Carroccio dopo la doppia sconfitta.
Poiché, malgrado i proclami, lo stesso Berlusconi pensa sia molto difficile se non impossibile la vittoria del centrodestra alle elezioni, è anche normale che valuti con minore affanno il fatto di avere o non avere il Carroccio come alleato.
IL PIRELLONE
Su un punto però Mario Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl, è stato chiaro: «Se non c’è l’intesa con la Lega, noi presenteremo in Lombardia un nostro candidato». Un modo per avvisare coloro che nel Carroccio pensano di potersi prendere più o meno gratis i voti del Pdl. Berlusconi però non dispera e ieri sera, dagli schermi del Tg5, si è detto fiducioso dell’intesa «perché sarebbe sbagliato dividere due elettorati» che vogliono le stesse cose. Comunque sia o «l’accordo sarà globale, o niente Lombardia». Il Cavaliere, nella sua martellante campagna televisiva, ha trovato ieri il modo di attaccare anche Monti: «La scelta di un governo tecnico non votato dagli elettori è già stata una parentesi di sospensione» della democrazia ma «che i tecnici si trasformino in politici credo che sia una scorrettezza doppia, comunque saranno gli italiani a giudicare». Per Berlusconi Monti si è rivelato «una delusione», ma nessuna «preoccupazione» perché da «capo dei tecnici si è trasformato in vice capo di Casini» e si è unito ad una «anomala armata Brancaleone che fa da ruota di scorta alla sinistra».