Politica. Designati i diciassette candidati del Partito Democratico alla prossime elezioni politiche di febbraio
PESCARA Cambiamento e discontinuità, ma soltanto a parole. In Abruzzo le primarie del Partito Democratico avallano le scelte di apparato. Nella corsa per un posto in lista, in vista delle politiche di febbraio, fanno il pieno le vecchie facce: i parlamentari uscenti Giovanni Legnini, Giovanni Lolli, Tommaso Ginoble e Vittoria D'Incecco, oltre ad amministratori con le mani in pasta da una vita, come Giovanni D'Amico, Stefania Pezzopane, Antonio Castricone e Gianluca Fusilli. Scarsa la partecipazione nelle quattro province: meno di 25 mila votanti, contro gli oltre 64 mila che avevano preso parte alla scelta del candidato premier. E anche questo è un segnale. Evidentemente il mancato ricambio non suscita l'entusiasmo del popolo del centrosinistra, che si troverà a dover scegliere tra uomini affermatisi nella burocrazia di partito, amministratori visti all'opera anche in giunte fallimentari e vecchi capobastone. La rosa dei 21 candidati abruzzesi sarà formata dai 5 più votati nella provincia di Chieti e dai 4 più votati negli altri tre comprensori. Restano da assegnare altri 4 posti in lista, che in parte proverranno dal listino nazionale stilato da Bersani e in parte saranno oggetto di trattativa tra Roma e la segreteria locale. Il ras della regione è senza dubbio il senatore uscente Giovanni Legnini, che incassa il più alto numero di preferenze tra tutte e quattro le province (3.570) e lancia la corsa alla sua quarta legislatura. "Sono grato agli elettori per il mio risultato personale, che cercherò di ricambiare con passione e dedizione come ho fatto in questi anni - commenta soddisfatto Legnini - Adesso arriva la vera sfida elettorale e con candidati parlamentari legittimati da una così ampia partecipazione popolare, siamo pronti ad affrontare la sfida del cambiamento". Gli altri quattro a spuntare un posto in lista nel Chietino sono la consigliera comunale di Vasto, Maria Amato (3.066 voti), il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri (1.784 voti), il capogruppo del Pd alla Regione, Camillo D'Alessandro (1.626 voti) e la consigliera comunale di Guardiagrele, Gianna Di Crescenzo (1.566 voti). Nel Pescarese è il segretario provinciale del partito, Antonio Castricone, a conquistare i consensi più ampi (2.759 voti). Più staccati i due delfini dell'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, ancora alle prese con guai giudiziari: la deputata uscente Vittoria D'Incecco (1.844 voti) e il consigliere comunale Gianluca Fusilli (1.660 voti). Ce la fa anche Francesca Ciafardini (1.178 voti), responsabile regionale delle donne Pd. Nel Teramano il primo in graduatoria è il parlamentare uscente Tommaso Ginoble (2.759 voti), seguito dal capogruppo alla Provincia, Renzo Di Sabatino (2.212 voti) e dalle consigliere comunali Stefania Ferri (2.105 voti) e Manola Di Pasquale (1.815 voti). Clamorosa esclusione per Marco Verticelli, ex assessore regionale con Falconio e Del Turco, solo sesto con 1.731 voti. Anche nell'Aquilano è il trionfo dei soliti noti: si impongono l'ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, da oltre 20 anni sulla scena politica (3.159 voti), il parlamentare uscente Giovanni Lolli (2.598 voti), l'ex assessore della giunta Del Turco, Giovanni D'Amico (2.349 voti) e la segretaria del Pd di Avezzano, Lorenza Panei (1.905 voti). " A L'Aquila, insieme a Lolli, ho ottenuto un risultato eccezionale - se la ride Pezzopane, che Bersani vuole con forza capolista alla Camera - Qualcuno lo ha simpaticamente definito un voto bulgaro, la mia gente ha dimostrato ancora una volta di credere in me e nel mio impegno". La mancanza di rinnovamento contagia anche Sel, che in Abruzzo ha mobilitato 4.200 elettori: per la Camera è in testa Gianni Melilla, già deputato del Pds tra il 1992 e il 1994 (1.656 voti), mentre per il Senato conduce Anna Suriani (1.146 voti), seguita da Daniela Santroni (1.009 voti). In Molise, alle primarie del Pd, i più votati sono stati Roberto Ruta, con 1.355 preferenze, Danilo Leva (1.254 voti), Laura Venittelli (914 voti) e Giovanni Di Stasi (592 voti).