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Pescara, 23/05/2022
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Data: 02/01/2013
Testata giornalistica: Il Centro
La riforma del trasporto locale in Abruzzo - Trasporto locale, società unica in alto mare. I sindacati attaccano la Regione e confermano lo sciopero regionale dell’11 gennaio (Guarda il servizio - Rete8)

PESCARA I sindacati abruzzesi dei trasporti confermano la giornata di sciopero regionale di venerdì 11 gennaio, come primo atto di «una mobilitazione straordinaria dei lavoratori del settore» per la costituzione dell’azienda unica dei trasporti. Un impegno preso dalla giunta, sancito da una legge regionale che indicata nel 30 giugno 2012 l’avvio della fusione e che è rimasta lettera morta fino a oggi. La mobilitazione, dicono ora i sindacati «andrà avanti sino a quando la Regione non troverà la soluzione a questa assurda vicenda».
«Il decantato progetto di fusione delle aziende pubbliche di trasporto che, sulla base delle tante dichiarazioni rese pubbliche dall’assessore Giandonato Morra, avrebbe dovuto ricevere il via libera definitivo dal Consiglio Regionale entro la fine dell¡¦anno, non solo si è arenato, ma non e stato nemmeno sfiorato dalla discussione in aula», dicono i segretari Franco Rolandi (Filt Cgil), Alessandro Di Naccio (Fit Cisl), Luciano Lizzi (Faisa Cisal), Michele Giuliani (Ugl trasporti).
Secondo i sindacati «incuranti del fatto che la Legge di stabilità 2013, di recente approvazione da parte del Parlamento italiano, oltre ad istituire il Fondo unico dei trasporti, ha introdotto nuovi e deleteri criteri di attribuzione delle risorse assegnabili dal prossimo anno, in base al rapporto ricavi da traffico/costi dei servizi e senza la salvaguardia delle zone a domanda debole di trasporto, il Consiglio Regionale ha pensato bene di occuparsi di altro individuando quale assoluta priorità, in tema di trasporto pubblico locale, quella delle bici sul treno».
I sindacati ricordano poi come atto di responsabilità la sottoscrizione il 20 dicembre scorso di un impegno formale «preteso espressamente dal Governatore Chiodi», con il quale «è stato categoricamente escluso qualsiasi tentativo di armonizzazione o di allineamento verso l’alto delle retribuzioni dei lavoratori delle tre aziende interessate al processo di fusione.
La realtà è che il Governatore Chiodi ha bisogno di queste aziende come il pane e non intende assolutamente rinunciare alla grande opportunità di utilizzare le tre imprese pubbliche quale straordinario strumento per distribuire incarichi ed assegnare le numerose poltrone».

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