PESCARA Nel 2013 gli abruzzesi pagheranno meno tasse rispetto ai cittadini delle altre regioni, grazie alla riduzione delle addizionali Irpef e Irap che riguarderà circa 600 mila contribuenti delle quattro province, ma complessivamente saranno costretti a sborsare più soldi rispetto allo scorso anno. La giunta Chiodi ha mantenuto le promesse e grazie ad una robusta opera di risanamento dei conti regionali è riuscita ad effettuare il taglio delle imposte. Irpef e Irap scenderanno del 30% e un tesoretto da 40 milioni di euro tornerà nelle tasche dei cittadini. Già a partire da questo mese, gli abruzzesi che non oltrepassano la soglia di reddito di 15 mila euro annui godranno di una riduzione delle aliquote dello 0,23%, mentre quelli con reddito compreso tra i 15 e i 28 mila euro annui beneficeranno di un taglio dello 0,11%. Nel primo caso le aliquote scenderanno dall'1,73% al 1,50%, nel secondo passeranno dall'1,73% all'1,62%. Tutti i contribuenti, ad ogni modo, continueranno a pagare un'Irpef più salata rispetto a marzo dello scorso anno, quando il decreto Salva Italia, varato dal governo Monti, a livello nazionale ha imposto un ritocco dello 0,33%, che ha fatto balzare l'aliquota abruzzese dall'1,4% all'1,73%. Per quanto riguarda l'Irap, le aziende della regione potranno contare su un taglio orizzontale dello 0,22%, a prescindere dal settore di appartenenza, mentre il comparto agricolo, in particolare difficoltà negli ultimi tempi, godrà di una riduzione dell'1%. Il provvedimento della Regione, in controtendenza rispetto al resto del Paese, rappresenta un bel segnale, che può indurre i cittadini a guardare con più fiducia al futuro e le imprese investitrici a valutare con maggior interesse le opportunità offerte dal territorio. Le buone notizie, tuttavia, finiscono qui. Il nuovo anno, infatti, si apre con una raffica di maggiorazioni che riguardano indistintamente tutti gli italiani. Il decreto Salva Italia, ad esempio, introduce la Tares, ovvero la Tassa sui rifiuti e sui servizi, che va a sostituire, accorpandole in un'unica imposta, la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e la Tia (tariffa di igiene ambientale). Secondo uno studio della Uil, la nuova tassa sui rifiuti nel 2013 produrrà in media una stangata del 37,5%, che si tradurrà in un aumento degli esborsi da parte dei cittadini pari a circa 80 euro annui. Considerando che nel 2012 le imposte sui rifiuti in Abruzzo sono oscillate, su base annuale, tra i 117 euro di Pescara, i 175 euro di L'Aquila, i 182 euro di Chieti e i 230 euro di Teramo, per i contribuenti si tratta di un autentico salasso. Crescono anche le spese per gli spostamenti in automobile, tra ritocchi ai pedaggi autostradali, che a livello nazionale sono aumentati in media del 3,9%, e ulteriori aumenti sui prezzi dei carburanti e sulle tariffe delle assicurazioni Rc auto. I rincari, più in generale, interessano tutti i settori: la spedizione di una lettera o di una cartolina è arrivata a costare 70 centesimi, ovvero 10 centesimi in più rispetto all'ultimo dell'anno, mentre la spesa per l'invio di una raccomandata è salita da 3,30 a 3,60 euro. Inoltre l'importo delle contravvenzioni è aumentato del 6%, il canone tv ha raggiunto i 113,50 euro annui e sono lievitate anche le tariffe aeroportuali. Spese più salate anche in banca, con il nuovo bollo sul conto titoli che va ad affiancare l'imposta sui conti correnti: su un conto titoli superiore a 22.800 euro il valore del bollo è dello 0,15%, mentre al di sotto di questa soglia si pagheranno 34,20 euro.