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Pescara, 13/06/2026
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Data: 02/01/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il ritorno di Dezio dopo la sospensione e tre anni da incubo. L’ex braccio destro di D’Alfonso assolto dalla Corte d’Appello

Condannato in primo grado, assolto con formula piena in Appello, Guido Dezio torna oggi a lavorare al Comune e ricomincia con la stessa qualifica di dirigente che aveva quando era stato costretto a lasciare. L’ex braccio destro di Luciano D’Alfonso fu sanzionato con 4 mesi (rito abbreviato) dal tribunale di Pescara a fine febbraio 2010 e il mese successivo fu sospeso dall’Amministrazione. Convinto di avere ragione, Dezio presentò ricorso e lo vinse nel luglio scorso; nell’occasione i giudici aquilani affermarono che il processo a suo carico non si sarebbe dovuto neanche svolgere, smentando di fatto tutto il lavoro della Procura pescarese. L’accusa che portò alla condanna in prima battuta era di "falso" e si riferiva all’autocertificazione con la quale Dezio dichiarava di aver svolto mansioni equiparate a quelle dirigenziali in Comune e in Regione, presupposto indispensabile per partecipare al concorso che si aggiudicò. Tutto era cominciato nel momento in cui finiva nel mirino dei giudici di Pescara il lavoro che Dezio svolgeva nel gruppo consiliare della Regione. Secondo la sentenza della Corte d’Appello, «la Corte Costituzionale si era espressa ripetutamente sulla questione specifica, affermando il principio esplicito per il quale i gruppi consiliari sono organi del Consiglio regionale e che la Corte di Cassazione a sezioni unite ha affermato che il rapporto di lavoro posto in essere va considerato a tutti gli effetti di pubblico impiego. Può affermarsi che l’autocertificazione resa da Dezio non può essere ritenuta ideologicamente falsa. Non è tanto la natura del rapporto di lavoro instaurato, quanto e solo il fatto che possa dirsi e affermarsi che tale lavoro veniva svolto in e per un’amministrazione pubblica». L’accusa di falso non esiste secondo i giudici aquilani poiché Dezio dichiarò di aver svolto non incarichi dirigenziali, ma equiparati a quelli dirigenziali e dopo aver acquisito alcuni pareri in merito. Fatta questa premessa, il verdetto in sede di Appello prosegue così: «Si tratta non solo di attività richiedenti un alto gradio di professionalità e di cognizioni normative e tecniche, ma anche di attività da svolgere in autonomia, pur se in stretta collaborazione con il presidente pro-tempore: tutti i caratteri che presentano indubbi profili di similitudine con il genere di attività tecnicamente definite come dirigenziali, tanto da poter essere considerate ad esse equiparate».A distanza di cinque mesi dal pronunciamento della Corte d’Appello, arriva il reintegro ufficiale per Dezio che stamane torna in Municipio dalla porta principale: qualcuno gli darà un franco "bentornato", qualcun altro storcerà il muso o tirerà dritto fingendo indifferenza, di certo per lui si tratta di una vittoria molto importante che gli restituisce titolo e serenità dopo quasi tre anni di incubi, trentatrè mesi per l’esattezza. Quelle scale del Comune Dezio le conosce molto bene e non c’è rischio che possa sbagliare ingresso o ufficio, del resto a Palazzo di Città era già stato l’ultimo dell’anno per salutare vecchi e nuovi compagni di viaggio. Ma oggi le emozioni e le sensazioni saranno ben più forti: anno nuovo vita nuova per Guido Dezio non è un semplice modo di dire.

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