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Pescara, 13/06/2026
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Data: 02/01/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi torna in tv «Il premier un leaderino»

Nuova ondata di interviste, ma nega di volere un’inchiesta contro il Colle

IL CENTRODESTRA
ROMA Silvio Berlusconi prosegue nella sua offensiva mediatica: negli ultimi giorni, infatti, sono state infatti oltre una trentina le apparizioni del leader del Pdl su tv e radio. Per Capodanno è stato il turno delle emittenti radiofoniche, e sia sulla pugliese Radionorba sia su Radio Capital il Cavaliere si è prodotto nei suoi attacchi a Monti e ai «partitini» che lo sostengono, agitando ancora la tesi della «congiura» che, alla fine del 2011, ha spianato la strada al Professore, ma a proposito della quale ribadisce il progetto di promuovere, in caso di vittoria elettorale, una commissione parlamentare d’inchiesta. Altro bersaglio, sia pur più sfumato, il capo dello Stato Giorgio Napolitano, per il ruolo avuto nella vicenda della caduta del suo governo, su cui però Berlusconi nel giorno di Capodanno frena dicendo di «riconoscersi» nel discorso di fine anno del presidente della Repubblica. Quanto a Mario Monti, «sarà uno dei tanti leader o leaderini che affollano il campo della politica italiana. Si è messo soprattutto con dei compagni di viaggio che glieli raccomando», afferma il Cavaliere commentando il tweet con cui il premier uscente ha presentato il suo movimento.
APPOGGIO A STORACE
Inoltre è significativo l’annuncio del sostegno a Francesco Storace nella corsa a governatore del Lazo: «Sono amico di Storace - dice il Cavaliere - e dopo quello che gli è accaduto, perseguitato dalla giustizia, credo sia doveroso appoggiarlo». Sul capo dello Stato il leader del Pdl prima sostiene a Radio Capital che «certamente ci fu un uso criminale dello spread, sul ruolo di Napolitano non do giudizi sarà la commissione d’inchiesta a far emergere i ruoli che ciascuno ha svolto», aggiungendo che «l’appoggio di alcune Cancellerie straniere a Monti era dovuto dalla necessità di quei Paesi di difendere i propri interessi». Ma, in serata, Berlusconi smentisce ai microfoni di Radio 24 di «aver fatto alcun riferimento al ruolo di Giorgio Napolitano. Durante un’intervista - precisa - mi è stata rivolta una domanda riguardo al ruolo del presidente. Io ho risposto che sarà la storia a far luce sui giorni della caduta del mio governo e prima della storia cercheremo di mettere in campo, sempre vincendo le elezioni, una commissione che dovrà esaminare tutta la situazione di quei giorni».
IL VOTO UTILE
Passando al quadro politico che verrà fuori dalle urne di febbraio, Berlusconi ribadisce la sua tesi sulle condizioni necessarie affinché l’Italia possa essere salvata, la prima è «che uno dei due partiti più grandi a sinistra nel centrodestra abbia la maggioranza in Parlamento e non debba perciò appoggiarsi e discutere ogni cosa con i piccoli partiti». Il Cavaliere ne ha anche per l’ex capo della procura antimafia, Piero Grasso, da lui peraltro «stimato» per essere «un tipo di magistrato ben diverso dagli Ingroia, dai Di Pietro, dai Caselli. Ma proprio per questo avrei preferito non vedere un uomo come lui scendere in politica». Ben più duro Berlusconi contro il pm Ingroia, «diventato ora un leader politico, roba da far venire i brividi».

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