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Pescara, 13/05/2026
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Data: 29/04/2006
Testata giornalistica: Prima da Noi
Trasporto pubblico. Il disservizio è "Mezzo pubblico, mezzo tuo"

PESCARA. D'Alfonso taglia i fondi e 10.668 corse del trasporto pubblico saltano dal 1° maggio. Cassati 130.000 chilometri e 300.000 euro al servizio pubblico della Gtm. Per il sindacato «tagli irresponsabili». Altri disagi lamentano i viaggiatori dell'Arpa la quale se è vero che "fa muovere l'Abruzzo" sembra rimanere inchiodata al passato.

Meno 22% dei finanziamenti per il trasporto pubblico locale.
E' quanto deliberato dalla giunta guidata da Luciano D'Alfonso, una manovra che non annuncia niente di buono a quanti sono abituati o costretti a spostarsi con l'ausilio di autobus.
«Invece di incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici», sostiene il sindacato dei trasporti, «si ritiene di operare vistosi tagli alle corse che determineranno l'allontanamento dei cittadini insoddisfatti dei tempi di percorrenza assolutamente non competitivi con il mezzo privato».
Dal 1° maggio, questa la data ufficiale, scatteranno le pesanti riduzioni che colpiranno soprattutto le zone periferiche della città come l'ospedale, Colle Innamorati, Colle Madonna, Colle Pietra, Colle Caprino, San Silvestro, Valle Rocca, Cooperativa Aternum, Villa Magna.
Saranno 10.668 le corse che complessivamente verranno cancellate sulla base delle previsioni elaborate dai sindacati e che risulteranno così suddivise: 1.048 corse in meno per la linea 4 (Colle Marino - Colle Pietra), 2.674 corse in meno per la linea 5 (Ospedale - Colle Innamorati), 3.322 corse in meno per la linea 7 (San Silvestro - Valle Rocca), 2.700 corse in meno per la linea 15 (Coop. Aternum - Villa Magna).
Numeri che corrispondono secondo la Filt Abruzzo ad un taglio di 130.000 chilometri e di circa 300.000 euro al servizio pubblico e «che non hanno niente a che vedere con le presunte razionalizzazioni delle corse cui imprudentemente qualche esponente dell'amministrazione comunale ha fatto riferimento».
«La politica del trasporto pubblico adottata», continua la Filt, «denota una preoccupante mancanza di strategia generale in funzione della riqualificazione dei servizi e del potenziamento delle linee inteso a servire meglio l'utenza metropolitana».
Gli autoferrotranvieri di Pescara anche alla luce di possibili ripercussioni
occupazionali, «non sono tuttavia disposti a cedere a queste provocazioni e
invitano i presidenti dei consigli di quartiere penalizzati dai tagli e le
associazioni ambientaliste ad unirsi con le organizzazioni sindacali per portare
avanti, insieme, questa battaglia di civiltà». Se la scusa è sempre la stessa:
"non ci sono soldi" non sarà per caso che sono andati spesi (inutilmente) per
una campagna pubblicitaria che doveva invogliare a servirsi dei mezzi pubblici a vantaggio dell'ambiente e della qualità della vita (meno traffico)? Si fanno girare centinaia di migliaia di euro per far passare un bel messaggio che viene vanificato subito dopo con i fatti. Perché? Ecco le belle contraddizioni della nostra regione.

GUARDA IL PROSPETTO DELLE CORSE TAGLIATE

IN AUTO A COMPRARE I BIGLIETTI

L'Arpa non vende biglietti on line.
Molto strano, eppure ha un gran bel sito internet. Sulla sua utilità, poi, il discorso è a parte.
Negli ultimi mesi sono giunte diverse e circostanziate segnalazioni di alcuni lettori che, grazie all'azienda di trasporti abruzzese, hanno trascorso ore di ordinario disagio.
«Bisogna recarsi di persona alla biglietteria», ci racconta uno di loro che non abita poi così vicino all'ufficio dove ritirare i tagliandi, pieno centro di Pescara.
«Nemmeno per telefono si può prenotare», continuano scandalizzati gli utenti che evidentemente prima di muoversi hanno dato una controllata sul Web, così come accade in tutto il resto del mondo, da anni.
E così si sale in macchina, alla volta della biglietteria: unico modo per "rifornirsi". Si fa un viaggio in più, assolutamente evitabile, vanificando tutti i consigli dell'assessorato regionale ai trasporti che vuole incentivare «l'uso del mezzo pubblico».

Ma se l'Arpa non offre la comodità di un biglietto acquistabile da casa perché l'utente dovrebbe rinunciare alla comodità della sua vettura?
Perché non dotarsi di tecnologie "confortevoli e veloci" (proprio come i loro mezzi pubblici) per creare meno disagi e per "muoversi in fretta"?
Probabilmente anche un acquisto on line incentiverebbe ulteriormente l'utilizzo dei mezzi pubblici. Ma sul fronte della tecnologia il trasporto pubblico viaggia decisamente ancora a passo di lumaca.
E attenzione, perché le mancanze tecnologiche riguardano anche i Pos (point of sale) per poter pagare con il bancomat, che non sono certamente l'ultima tecnologia.
«Quando siamo arrivati alla biglietteria dell'agenzia della stazione abbiamo scoperto che dovevamo pagare per forza in contanti perché non c'era possibilità di utilizzare il bancomat», ci informano i nostri lettori.
A quel punto è sorto il dubbio che si dovesse pagare anche con le lire?.
La necessità di dover disporre di "liquidi" non è poi così comoda, soprattutto per chi deve acquistare più di un biglietto e non ha i contanti a disposizione (non riuscendo ad immaginare che nel 2006 non ci sia questa alternativa).
Ma non solo, l'impossibilità di trovare parcheggio nella zona della biglietteria che non sia a pagamento, in fondo per una brevissima sosta, ha portato anche un'altra lieta novella ai nostri temerari lettori.
«Per i pochi secondi occorsi per fare il biglietto, nonostante non ci sia il divieto di fermata ma di sosta, abbiamo anche preso una multa di 35 euro».
Una cosa è certa, la prossima volta si fanno i bagagli e si parte in macchina!
Evviva gli slogan facili.

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