ROMA. Giancarlo Cimoli non è più ai vertici di Alitalia. A rendere ufficiale la sua uscita dall'azienda è stato ieri uno scarno comunicato del ministero del Tesoro, azionista di controllo della compagnia di bandiera, in cui si dava notizia della riunione degli azionisti fissata per il 22 e 28 febbraio per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione Alitalia, decaduto il 17 gennaio scorso dopo le dimissioni di Jean-Cyril Spinetta. Il nome indicato dal Tesoro come successore di Cimoli alla sola carica di presidente (Cimoli era presidente e ad) è quello di Berardino Libonati.
Giurista, 73 anni, Libonati è attualmente presidente della Banca di Roma e uno tra i legali più quotati in Italia. Gli altri nomi indicati per il nuovo Cda sono quelli Aristide Police, Giovanni Sabatini, Carlo Santini e Luciano Vannozzi. Dopo quasi tre anni, per Giancarlo Cimoli è dunque arrivato il momento di uscire di scena proprio quando il processo di privatizzazione dell'azienda è appena cominciato. Il prossimo 14 febbraio il ministro Padoa Schioppa sarà ascoltato dalle commissioni del Senato sugli orientamenti del governo in merito alle gestione delle quote azionarie Alitalia, ma evidentemente ha voluto dare un primo segnale di cambiamento sui futuri vertici dell'azienda. Sembra infatti che a chiedere a Libonati la sua disponibilità a guidare la compagnia sia stato direttamente Padoa Schioppa. Nella cabina di comando di Alitalia, Cimoli ci arriva nel 2004, quando viene chiamato per sostituire Marco Zanichelli, restato alla guida della compagni per meno di tre mesi. L'ex numero uno delle Fs presenta un piano industriale che prevede 3.700 esuberi e un piano di ricapitalizzazione per reperire nuove risorse, mentre dal tesoro arriva il via libera a un «prestito ponte» da 400 milioni di euro. Nonostante alcune voci parlino di un imminente cambio al vertice dell'Alitalia, nel 2006 Padoa Schioppa gli conferma la piena fiducia del governo, ma pochi mesi dopo è lo stesso Prodi a lanciare l'allarme: Alitalia, dice il presidente del consiglio «vive il momento più difficile della sua storia. La situazione è fuori controllo».
Cimoli accompagnerà la compagnia fino allo scorso 27 gennaio quando scadono i termini fissati dal Tesoro per la presentazione di manifestazioni di interesse all'acquisto della compagnia e si fanno avanti 11 candidature. Ieri il colpo di scena finale, con la definitiva uscita di scena di Cimoli e l'indicazione di Berardino Libonati come presidente di Alitalia.
Numerosi sono gli incarichi ricoperti da Libonati come presidente o consigliere di amministrazione di molte società. Oltre che presidente della Banca di Roma dal 2002, Libonati fa parte del cda di Mediobanca dal 2001 e di quello di Pirelli dal 2005, è presidente del Cda di Swiss Re Italia dal 1996, consigliere di amministrazione di Acotel Group dal maggio del 2000 e di Nomisma dal maggio di 2003. E' stato anche presidente del Banco di Sicilia, di Telecom Italia, di Tim e sindaco Eni. Resta ancora scoperta la carica di amministratore delegato, ma non è escluso che il Cda possa decidere di ovviare al problema suddividendosi le deleghe affrontando così questa fase di transizione.