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Data: 10/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Duemila emendamenti contro l'Irpef». Lunedì il voto sull'aumento dell'addizionale dallo 0,1 allo 0,5%. Il senatore Pastore: «Sarà uno scontro durissimo»

Le accuse ai sindacati: il concerto dei Nomadi ci costerà 42 mila euro. Il centrodestra si prepara alla battaglia in consiglio comunale

PESCARA. Annunciano duemila emendamenti al consiglio comunale di lunedì sulla delibera di aumento dell'Irpef. Si schierano con Cgil, Cisl e Uil che chiedono tagli agli sprechi e attenzione alle fasce di reddito. Ma un attimo dopo accusano i sindacati di «contraddizione», ricordando che il concerto dei Nomadi del 1º maggio, la loro festa, costerà al Comune 42.000 euro.
Le opposizioni del centrodestra sono pronte a giocarsi tutto nella battaglia più importante della legislatura: quella sulle tasse. E lunedì sarà scontro in aula con l'amministrazione D'Alfonso. «Uno scontro durissimo», annunciava ieri mattina il senatore di Forza Italia Andrea Pastore, durante un affollatissimo incontro con i giornalisti convocato nella sede del gruppo di Alleanza Nazionale. Il "no" all'aumento dell'addizionale Irpef proposto dall'assessore al bilancio Camillo D'Angelo: dallo 0,1 allo 0,5%, è tutto lì, nel faldone dei duemila e passa emendamenti che rischiano di trasformare la seduta di lunedì del consiglio comunale in un estenuante braccio di ferro, una «notte dai lunghi coltelli».
L'ORDINE DEL GIORNO. Il capogruppo di Alleanza Nazionale, Augusto Di Luzio, sventolava ieri l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale nella seduta del 1º giugno 2006 con cui le forze politiche di maggioranza e opposizione si impegnavano, «quasi all'unanimità», a non disporre alcun aumento dell'Irpef «per almeno due anni (2007 e 2008)».
Di Luzio mostra ai giornalisti le firme su quell'ordine del giorno (fra gli altri quelle di Viola Arcuri, Ugo Zuccarini, Paola Marcheggiani) e l'esito della votazione finale: 26 sì, due astenuti e un solo no. E sottolinea come tra i voti favorevoli ci sia anche quello di Luciano D'Alfonso: «Il sindaco smentisce se stesso, portando in consiglio comunale un aumento dell'Irpef che prima aveva bocciato».
Il senatore e consigliere comunale Andrea Pastore riconosce l'ordine del giorno con cui le forze politiche si erano impegnate, la scorsa estate, a mantenere l'addizionale Irpef al minimo dello 0,1%: «L'ho scritto io con una calligrafia quasi illeggibile. Ora il sindaco dirà che l'aumento è colpa della Finanziaria, questa volta fatta da un governo di centrosinistra. Ma nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, lui propaganda in una mostra i suoi cento manifesti, pubblicità non istituzionale» incalza il senatore, «ma personale». Secondo Lorenzo Sospiri (An), sarebbero costati 126.000 euro.
L'obiettivo della battaglia intrapresa dal centrodestra è riassunta ancora nelle parole di Pastore. «Volgliamo mettere la città di fronte ad un fatto evidente: da un lato gli sprechi del sindaco, dall'altro l'aumento delle tasse. E questo per colpa di una Finanziaria che, badate bene, ha già colpito i redditi più bassi, visto che l'addizionale si applica per la prima volta sul reddito al lordo, e non al netto».
GLI EMENDAMENTI. Il senatore Pastore ha anche messo in guardia l'amministrazione da possibili «trucchetti» procedurali che nella seduta di lunedì del consiglio comunale potrebbero bloccare i duemila emendamenti del centrodestra contro la delibera sugli aumenti Irpef: «Che non si inventino quacuno dei loro marchingegni per farceli ritirare, perché non ci troveranno disponibili».
Insomma, è guerra. Le richieste del centrodestra sposano in parte quelle dei sindacati: mantenimento dell'addizionale Irpef allo 0,1%; finalizzare il gettito per i capitoli che sono stati contratti nel bilancio 2007, come quelli riservati alla spesa sociale; scaglionare l'eventuale aumento per fasce di reddito.
Il consigliere regionale di An Alfredo Castiglione, anche lui presente all'incontro con la stampa assieme all'altro consigliere regionale di Forza Italia Nazario Pagano e al consigliere comunale dell'Udc Carlo Masci, parla di «disegno ben preciso partito dal governo nazionale, che passa per le Regioni e gli enti locali: quello di mettere le mani nelle tasche dei cittadini attraverso varie forme di tassazione. Un fisco onnivoro che abbiamo visto in azione anche in Abruzzo per coprire i buchi della sanità».
Altri dati sono stati forniti dal capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale, Nicoletta Verì (la tabella in alto). Secondo i calcoli della consigliera azzurra l'aumento delle imposte comunali, tra il 2004 e oggi, avrebbe sfiorato la cifra di 50 milioni di euro se si mettono insieme le voci di Ici, Tarsu e Irpef.

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