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Pescara, 23/05/2022
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Data: 11/01/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Si fermano i bus. Oggi tutti in auto. È il giorno dello sciopero del trasporto pubblico locale. I sindacati protestano contro i ritardi nel varo dell’azienda unica. Previsti tre sit-in con volantini informativi

PESCARA È il giorno dello sciopero regionale dei trasporti. Questa mattina, per quattro ore, i dipendenti delle aziende del trasporto pubblico locale, sia pubbliche che private, incroceranno le braccia. Si fermeranno autobus e pullman: a rischio le tratte urbane, in tutti i centri abruzzesi, i collegamenti extraurbani tra le varie località della regione e le connessioni tra l’Abruzzo e le principali località del Paese. Molto dipenderà dal livello di adesione alla protesta, ma in ogni caso i sindacati di categoria appartenenti a Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal hanno fissato una serie di fasce orarie, relative all’astensione dal lavoro da parte dei dipendenti delle varie aziende, in modo da ridurre al minimo i disagi per gli utenti e da rendere comunque evidente la mobilitazione. Il personale viaggiante e di terra delle autolinee abruzzesi si fermerà dalle tre alle quattro ore, a seconda dei casi, entro un arco temporale compreso tra le 8.30 e le 13.30. Nel mirino dei sindacati c’è la mancata riforma del trasporto pubblico locale e in particolare l’estenuante rinvio del varo dell’azienda unica dei trasporti. «In questi ultimi giorni, in tutta la regione, abbiamo svolto assemblee per confrontarci con i lavoratori e chiarire le ragioni della protesta - spiega Franco Rolandi, segretario regionale della Filt Cgil, che si dice fiducioso sui livelli di adesione allo sciopero - I dipendenti sono tutti al nostro fianco, non abbiamo registrato critiche e anzi siamo stati sollecitati ad essere più duri e incisivi». L’idea di accorpare Arpa, Gtm e Sangritana, ovvero le tre società più importanti controllate dalla Regione nel settore, aveva mosso i primi passi ai tempi dell’amministrazione Del Turco ed ha preso forma sotto la giunta Chiodi, soprattutto grazie all’iniziativa dell’assessore competente Giandonato Morra, tra i più tenaci sostenitori del progetto di fusione. Un obiettivo che sembrava potersi finalmente concretizzare grazie all’approvazione di due leggi da parte del Consiglio regionale e ad un ulteriore dispositivo, votato all’unanimità la scorsa estate, che avrebbe dovuto accelerare il processo di fusione. E invece, da agosto ad oggi, non si è mosso più nulla. Arpa, Gtm e Sangritana continuano ad essere gestite autonomamente, dando luogo ad una triplicazione dei costi: si stima che l’accorpamento delle tre aziende, semplicemente in virtù della riduzione dei consigli d’amministrazione, garantirebbe un risparmio di circa 800 mila euro annui, mentre altri 4 milioni di euro si otterrebbero grazie ad economie di scala, ad esempio con gli accorpamenti di uffici, officine ed altre strutture, e soprattutto grazie alle sinergie sugli acquisti e sugli appalti. La brusca frenata sulla via della riforma, spinge i sindacati a stilare un pesante atto d’accusa che non risparmia nessuno. «I lavoratori hanno chiaro il quadro - scrivono in una nota congiunta - Vedono una giunta regionale incapace di voltare pagina, attenta a reggere il gioco di imprenditori che confondono la privatizzazione del settore con il concetto di liberalizzazione, vedono un assessore ai Trasporti che ci ha messo la faccia, ma che non può chiedere ancora una volta un atto di fede, vedono un’opposizione distratta, che sembra aver anteposto le esigenze di partito alla riforma dei trasporti». Le organizzazioni sindacali, inoltre, puntano il dito contro l’individuazione, da parte della Regione, di quattro bacini dei trasporti (quello dell’area metropolitana Pescara-Chieti, quello dell’Aquila, quello dell’Alto Sangro e quello delle aree interne, che va dalla Marsica all’alto Vastese). «Il patto di stabilità del governo Monti stabilisce che se non si reperisce il 35% dei fondi attraverso la vendita dei biglietti, non si avrà accesso al 40% dei finanziamenti - ricordano Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal - L’Abruzzo, dunque, rischia di subire una drastica riduzione dei servizi, che penalizzerà soprattutto le aree della regione a domanda debole». Per ovviare a tali difficoltà, i sindacati giudicano indispensabile la costituzione del bacino unico dei trasporti.

Tre sit-in programmati negli orari di punta della mobilitazione
Volantini informativi

PESCARA. I sindacati hanno organizzato tre sit-in, che si terranno tra le 9 e le 12, negli orari di punta della giornata di mobilitazione. I dipendenti delle aziende del trasporto pubblico locale si raduneranno a Pescara, nell’area del terminal bus, a Teramo, davanti alla sede della prefettura e a L’Aquila, nella stazione dei pullman. Verranno distribuiti volantini informativi.

Diverse le modalità dell’astensione per coprire la mattinata
Fasce orarie

PESCARACollegamenti urbani: i lavoratori di Gtm e Panoramica si fermano dalle 9 alle 12, quelli di Baltour e Tessitore dalle 9 alle 13 e quelli dell’Ama dalle 9.10 alle 13.10. Collegamenti extraurbani: dalle 8.30 alle 12.30 incrociano le braccia i dipendenti di Di Fonzo, Napoleone, Cerella e Di Giacomo, dalle 9 alle 12 quelli di Satam e Sangritana, dalle 9.30 alle 13.30 quelli dell’Arpa

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