PESCARA «Un’azione dovuta e necessaria, proclamata dalle organizzazioni sindacali “responsabili” di volere un riordino dell’intero settore, a partire dalla costituzione dell’azienda unica regionale»: difendono così le loro ragioni i sindacati trasporti che hanno proclamato per questa mattina lo sciopero di 4 ore (8,30-12,30 e 9-13). Secondo Franco Rolandi, Alessandro Di Naccio, Giuseppe Murinni, Luciano Lizzi e Michele Giuliani della Filt Cgil, Fit Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl, il problema sta nella «irresponsabilità di altri attori, in primis la politica regionale, che si arrovellano ogni giorno di più con l’intento di provare a giustificare le “non scelte” che, come sempre, graveranno sulle tasche dei cittadini». «Esempio lampante», aggiungono, «è la posizione assunta dal governatore Gianni Chiodi che, chissà per quale motivo, continua a sbandierare i maggiori costi, a partire da quelli del lavoro, che maturerebbero nel caso in cui il progetto di fusione delle tre Aziende pubbliche Arpa, Gtm e Sangritana andasse in porto». I sindacati raplicano anche ad Agostino Ballone, patron della Baltour, che sul Centro di ieri aveva bocciato lo sciopero e sollecitato la Regione ad avviare le gare pubbliche per la concessione dei servizi di trasporto piuttosto che la riforma dell’azienda unica. «La nostra classe imprenditoriale dovrebbe sapere che la nuova normativa prevede l’istituzione di un Fondo unico da destinare ai Trasporti (gomma – ferro) che garantisce solo il 60% delle risorse. Quindi,se non si hanno risorse certe, di quali gare parliamo?». Infine anche Cna, Confartigianato e Confesercenti tornano a ribadire la necessità dell’azienda unica: «È dunque inconcepibile l'atteggiamento di aperto ostruzionismo che il consiglio regionale manifesta sul tema del riordino del trasporto pubblico, nonostante l'opinione favorevole espressa dall'assessore regionale Morra, e nonostante l'esistenza di un testo di legge di riordino».