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Data: 11/01/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sondaggi - Ancora tanti gli indecisi (Le intenzioni di voto alla Camera - Guarda)

ROMA La moltiplicazione dei sondaggi traccia il grafico della febbre elettorale che sale. Ma al netto dell’enfasi o della delusione che a seconda dei casi segue dopo ogni rilevazione restano alcuni punti fermi.
Il vento spinge nella direzione del Pd di Pier Luigi Bersani e della sua coalizione di centrosinistra. Su questo concordano tutti. Da quelle parti c’è aria di vittoria annunciata. Si può oscillare di un punto, due o tre in percentuale ma la vittoria virtuale non è discussione. Così come tutti i rilevamenti condotti in questi ultimi giorni confermano la crescita graduale del Centro, la Lista Monti che al suo interno contiene Udc e Fli. Soltanto Euromedia, l’istituto guidato da Alessandra Ghisleri vede un Monti che arranca, fermo sui pedali, che non va oltre un modesto5%. Per tutti gli altri il Terzo polo se la batterà con il Pdl. E non era affatto scontato: Il Professore si presentava per la prima volta agli elettori parlando il linguaggio del candidato premier una volta dismesso gli abiti del tecnico.
Un altro dato che sembra mettere tutti i sondaggisti viene dagli effetti prodotti dalla controffensiva del Cavaliere. Da quando è riapparso sulle tv il Pdl ha iniziato a risalire dal pozzo n cui era finito nei giorni di Batman-Fiorito. E c’è un altro dato ancora che emerge con una certa chiarezza: la presunta forza persuasiva del web rimasto oscurato dalla «vecchia» tv. A pagarne le conseguenze è stato soprattutto Beppe Grillo e il suo Movimento5 Stelle in leggere ma costante calo. Il futuro forse non è ancora iniziato.

«Il Centro in crescita lenta ma costante»

ROMA Il centrodestra che recupera posizioni e risale. Il centro legato al premier Mario Monti in crescita graduale ma costante. «Di questo passo potrebbe anche raggiungere il 15% o il 16% - si sbilancia Renato Mannheimer - molto dipenderà dai prossimi giorni di campagna elettorale. Certo è che Berlusconi da quando è tornato in campo è apparso più convincente. Si è rivolto prevalentemente al suo elettorato, quello che gli ha girato le spalle e che lui spera come massimo risultato possibile di recuperare. Può riprendersi il Cavaliere ma molto dipenderà da come lui andrà in tv e dagli altri leader. Ben sapendo che tutto si deciderà come al solito soltanto negli ultimi 10 giorni».
L’istituto di Mannheimer - Ispo/3G Deal & Research Srl - colloca il Pd di Bersani al 32,7, più o meno in linea con tutti gli altri sondaggi. «Nell’ultimo giorni è calato «almeno rispetto al boom delle primarie dove raggiunse la sua punta massima», torna a spiegare il sociologo, ormai una presenza fissa a Porta a porta. Nonostante il vantaggio accumulato dal centrosinistra il risultato finale non è affatto scontato.
La quota di indecisi, secondo l’Ipso, e ancora molto alta (27%) e le forze in campo rispetto alle passate competizioni elettorali si sono moltiplicate. Facce nuove, candidati mai visti. Più donne nelle liste. Un dato comune in tutti i sondaggi è la lenta erosione di simpatie del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (13,2% secondo l’Ispo). Ma il gradimento sul web è sempre difficile da misurare. Mannheimer, docente alla Bicocca di Milano, spiega: «Berlusconi sa bene quello che deve fare: riconquistare i voti che ha perso. Impresa non facile ma ci sta provando. Monti andando in tv come sta facendo può pescare simpatie soprattutto nel centrosinistra. Mentre Grillo rimanendo sul web alla lunga rischia di avere meno appeal».

«La coalizione di sinistra sfiora il 40%»

ROMA I democrat più Sel insieme fanno il 39%. La lista Monti è al 12%, l’Udc al 4,3% e Fli all’1,3%. Mentre il Pdl tocca la punta più bassa fra tutti i rilevamenti: il 16,1%. La foto scattata dall’Ipsos, l’istituto presieduto da Nando Pagnoncelli è quella che Pier Luigi Bersani sicuramente preferisce. Tanto più che al conteggio del centrosinistra potrebbe finir sommata in caso di desistenza per il Senato (di cui qualcuno già parla) anche la Lista di Antonio Ingroia, Rivoluzione civica, data intorno al 5,5%. Il sondaggio condotto dall’Ipsos lo scorso 7 gennaio non regala nulla però al centrodestra. Forse perché coglie «l’allungo», il vantaggio massimo accumulato dal Pd dopo i giorni (e gli spot) delle primarie e delle parlamentarie. Il sondaggio nei giorni immediatamente successivi alle festività è importante per un’altra ragione:misura anche l’accoglienza che gli italiani digerito il panettone hanno o meglio avrebbero riservato a Mario Monti nei giorni in cui il Professore da tecnico si trasmutava nella nuova versione di politico come tutti gli altri. Per alcuni si è umanizzato, per altri no. Ma in totale la sua coalizione di centro porterebbe a casa, sempre secondo Pagnoncelli, il 17,6%.
L’Ipsos assegna poi appena un 4% risicato alla Lega Nord, solo lo 0,9% alla Destra di Storace e un deludente 1,6% a Fratelli d’Italia, la formazione della Meloni e di Crosetto. In coda al rilvamento, l’Ipsos ha rivolto poi alcune domande agli intervistati per cogliere l’umore generale. In 62 su 100 hanno risposto che il ritorno in campo diBberlusconi «è solo una ripetizione di se stesso, senza alcuna novità». Solo 11 pensano invece che il Cavaliere « sia sempre il migliore come nelle campagne elettorali del passato». Trentaquattro elettori su 100 sono certi che vincerà Bersani e diventerà presidente del Consiglio, mentre 31 (sempre su 100) sono convinti che «nessuno avrà la maggioranza inParlamento e nascerà una grande coalizione con Monti di nuovo premier».

«Per il Cavaliere sarà dura la gente è critica»

ROMA E’ la sondaggista preferita da Berlusconi. Anche se a lei, Alessandra Ghisleri, questa definizione non piace. Si narra che fu proprio lei nell’estate scorsa a convincere, numeri alla mano, il Cavaliere che poteva tornare in campo. Eppure erano i giorni in cui imperversava lo spread, per il leader del Pdl insomma non tirava una bella aria. «Il riposizionamento del centrodestra e di Berlusconi sembra il dato più forte di questi ultimi giorni - ripete e quasi rivendica ora la direttrice di Euromedia Research che accredita al Pdl un generoso 20,5% contro il 33% del Pd - molti dei voti volati via sono ancora parcheggiati nell’area degli indecisi. E’ lì che l’ex premier può ancora pescare». Il Cav. non è nuovo a rimonte, anche se stavolta la sua immagine dal piccolo schermo è uscita con qualche ruga in più. «Sta cercando di proporsi come uomo saggio ed esperto. La situazione però adesso è molto diversa dal 2006 quando recuperò quasi 10 punti in 8 mesi. La gente con lui è molto più critica, non fa finta. E ci sono più forze in campo, il Pd ha compiuto ormai un percorso di un certo tipo e ora è in vantaggio. La coalizione di centrosinistra secondo i nostri rilevamenti viaggia intorno al 38%. Fino alla fine bisognerà tener conto di molte variabili dipendenti. Primo fra tutti il peso inficiante che potranno avere sul voto le candidature. Monti (la sua lista nel sondaggio è al 5%, ndr) ha chiamato la Vezzali e la Minetti, donne che hanno vinto tutto. Funzioneranno nei loro reciproci mondi». Tra le forze nuove in campo spicca la previsione su Rivoluzione Civica, la lista di Antonio Ingroia (4,4% secondo Euromedia) che ha inglobato gran parte dell’Idv di Di Pietro e gli arancioni di de Magistris. «La gente è molto più informata di qualche tempo fa - spiega ancora la Ghisleri - ognuno ha un suo palinsesto, anche gli indecisi non sono più sbandati». A sinistra Sel, il partito di Nichi Vendola, è dato in ribasso al 4,2%. «Rischia di essere cannibalizzzato dal Pd che ha molta più forza mediatica e può risucchiarlo».

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