PESCARA - La pioggia non ha assolutamente fermato il popolo dei pensionati, il quale si è riversato, numerosissimo, nel cuore del centro cittadino per dire no ai ticket. Un lungo serpentone umano, infatti, ha animato un percorso che, dal piazzale della stazione centrale passando per corso Vittorio Emanuele, si è concluso in piazza Alessandrini nei pressi della sede dell'assessorato regionale alla sanità.
C'erano proprio tutti: organi sindacali, pensionati, personalità del modo politico locale e semplici cittadini riunitosi, tutti insieme, per far si che sia ritirata, al più presto, l'imposta sui farmaci decisa dalla Regione Abruzzo.
Secondo gli organizzatori il corteo ha raggruppato oltre 9 mila presenze, ma le forze dell'ordine hanno smentito riducendo il numero dei pensionati a circa 5 mila. In prima linea i segretari regionali Cgil, Cisl e Uil, il segretario nazionale dei pensionati, Silvano Mignati e quello dello Spi Cgil Domenico Aurora; a questi si sono aggiunti l'assessore ai grandi eventi del Comune di Pescara, Moreno Di Pietrantonio, il presidente del consiglio comunale, Gianni Melilla e il sindaco di San Giovanni Teatino Verino Caldarelli.
«Questa pioggia - ha dichiarato D'Aurora - è un modo per metterci alla prova; anche con questo tempaccio siamo tutti presenti e il numero che abbiamo raggiunto è al disopra delle nostre aspettative. Evidentemente - ha sottolineato il segretario Spi Cgil - il malessere è tanto e tutti sono stufi di questo modo superficiale di governare la nostra regione. Quattro anni fa pensavamo che gli striscioni usati contro il governo di centro destra, per combattere la decisione dell'aumento dei ticket, potevano essere riposti in cantina, ma a quanto pare non è stato così; siamo stati costretti a riprenderli e a scendere nuovamente in piazza. Così come è successo allora anche questa volta riusciremo a far ritirare la decisione presa dalla giunta regionale. I ticket - ha proseguito Domenico D'Aurora - non hanno colore così come non hanno colore i diritti dei cittadini ed è per questo che oggi siamo di nuovo qui a combattere una decisione assurda».
«E' pazzesco - ha dichiarato il segretario Spi - come la regione Lazio, con 132 milioni di debito, ha deciso di non ricorrere a tale soluzione, mentre la nostra, con un 0,3 delle spese da ripianare, abbia subito individuato nei ticket l'unico modo per colmare il gap economico che caratterizza la sanità regionale. Non si può pensare - ha concluso D'Aurora - che due culture, una neoliberista come quella di centro destra e, una riformista come quella di centro sinistra, abbiano trovato nei ticket la sola alternativa al problema sanità».
«Anch'io - ha dichiarato Di Pietrantonio - sono contrario a tale provvedimento; credo sia possibile trovare una soluzione meno impopolare capace di mettere tutti d'accordo". Convinto di ciò anche Gianni Melilla il quale ha affermato: "Credo sia giusto essere qui in piazza; con il sindacato ho protestato anche quando, quattro anni fa, il centro destra mise i ticket sui farmaci e quindi era doveroso da parte mia partecipare anche questa volta».
Alle voci dei sindacalisti e delle autorità politiche si sono aggiunte le frasi riportate su slogan e striscioni: "Non lo facciamo per noi ne per i nostri figli, ma per i nostri nipoti", si leggeva su un cartellone dello Spi, "Striscia lo striscione, i ticket succhiano la pensione" un altro della Cgil, mentre in coro il corteo gridava: "Mazzocca manchi solo tu per darci delle risposte!".
Posizione durissima anche quella di Rifondazione Comunista rappresentata dal segretario regionale Marco Gelmini il quale ha dichiarato: «Il nostro partito ha partecipato alla manifestazione attivamente e conferma il proprio impegno a portare martedì, al tavolo dei segretari regionali dell'Unione, la proposta di sospensione dei tickets sanitari. Restano le nostre proposte alternative per salvaguardare i pensionati come quella, ad esempio, d'incentivare l'azione a favore dell'uso dei farmaci generici, di ampliare l'azione informativa coinvolgendo le organizzazioni dei medici, per garantire un uso corretto dei farmaci ed una riduzione della spesa, e di richiedere un provvedimento generale nazionale che consenta l'abolizione dei tickets su tutto il territorio nazionale. Altri provvedimenti - ha concluso Gelmini - sono possibili, compreso l'uso dei 'fondi globali' previsti dal bilancio regionale; ci auguriamo, quindi, che martedì si possa dare una svolta concreta al problema».
LE REAZIONI POLITICHE
MISTICONI (Ds): «Ticket: studiamo soluzioni per evitarli»
«Anche se la soluzione adottata dalla giunta regionale per sanare i debiti dovuti alla gestione del governo di centrodestra prevede delle esenzioni, che cercano di attutirne l'impatto sociale, i ticket sono comunque l'imposizione più odiosa nei confronti dei cittadini», sostiene il segretario regionale Ds, Stefania Misticoni. «Visto che il governo nazionale lo consente in maniera chiara ed esplicita, e la somma da coprire non è esorbitante, è giusto raccogliere la richiesta che arriva dai sindacati e studiare soluzioni alternative per evitare il ricorso ai ticket sulle prescrizioni farmaceutiche e diagnostiche», ha aggiunto.
RIFONDAZIONE A FIANCO DEI PENSIONATI
Rifondazione Comunista proporrà al tavolo dei Segretari regionali della coalizione di centro sinistra, che si riunirà Martedì 13 febbraio, un provvedimento di sospensione dei ticket applicati regionalmente.
«Riteniamo necessario», dice il segretario regionale, Marco gelmini, «ascoltare la protesta dei pensionati e dei lavoratori considerando che i ticket si sommano a una pesante tassazione che a tutti i livelli ha interessato ed interessa i cittadini. Rifondazione Comunista ritiene sia possibile sospendere i ticket e trovare risorse alternative nell'ambito del Piano di risanamento della Sanità, garantendo gli impegni assunti.
Tra le iniziative alternative indichiamo:
- il proseguimento e il rafforzamento dell'utilizzo dei farmaci generici che ha già prodotto effetti benefici sul bilancio della sanità regionale senza penalizzare i cittadini;
- interventi di formazione e informazione, a cura del servizio sanitario pubblico, in favore dei medici di base finalizzato all'uso appropriato dei farmaci rafforzando la scelta dei farmaci a costi inferiori senza alterare il rapporto beneficio/rischio;
- maggiore informazione sui diritti di esenzione per le prestazioni sanitarie in generale, promuovendo un uso corretto dei farmaci;
- le misure già indicate e sostenute nell'ambito del piano sanitario, di ridimensionamento delle spese della sanità privata.
Sulla materia ticket è inoltre necessaria un'azione nazionale, su cui Rifondazione Comunista è già impegnata nell'ambito della maggioranza di governo, che porti ad un provvedimento generale che eviti l'applicazione dei ticket da parte delle Regioni».
ANGELO DE ROSA (PDCI)
Il Pdci vede con preoccupazione la pesante situazione finanziaria della nostra regione, ereditata da anni di malgoverno della destra.
«Pur apprezzando il lavoro dell'assessore Mazzocca», dice De Rosa, «il Pdci giudica debole l'intervento ipotizzato nel riequilibrio della spesa tra sanità pubblica (da tutelare e rafforzare) e sanità privata ancora eccessiva e non sufficientemente contenuta nelle prospettive del nuovo piano sanitario.
Per questo il PdCI ritiene di dover battere ancora tutte le strade possibili, per una mediazione tra le forze politiche del centrosinistra, per un punto di equilibrio che consenta di contenere la spesa, secondo le richieste del Governo, ma nello stesso tempo eviti l'imposizione dei ticket, che vanno a gravare solo sull'anello debole costituito dai malati».