PESCARA I sindacati stimano un’adesione allo sciopero intorno al 90%, con punte anche maggiori per il personale viaggiante. Lo stop del trasporto pubblico regionale ha paralizzato l'Abruzzo ieri nella fascia oraria antimeridiana, garantendo le corse dei pendolari ma creando forti disagi all'utenza tra le 9 e le 13,30, quando tutti i mezzi delle aziende municipalizzate e dell'Arpa si sono fermati, penalizzando anche i collegamenti extraurbani. E' stata la risposta dei sindacati Filt-Cgil, Fitl-Cisl, Uil-Trasporti, Ugl-Trasporti e Faisa-Cisal alla mancata riforma del trasporto pubblico regionale. Il progetto di fusione di Arpa, Gtm e Sangritana è rimasto al palo, lasciando aperte le questioni di sempre, ad iniziare dal costo dei tre cda che l’azienda unica ridimensionerebbe.
Ma la mobilitazione di ieri non aveva solo questo obiettivo, come spiega il segretario regionale della Fit-Cisl, Alessandro Di Naccio: «Lo sciopero è andato benissimo. La protesta è il frutto dell’irresponsabilità di gran parte della maggioranza che governa la Regione. Nonostante in Consiglio abbiano votato due leggi all'unanimità non le hanno mai applicate. La nancata riforma blocca l'azienda unica, necessaria per eliminare gli sprechi e il bacino unico regionale per garantire servizi a tutti i cittadini, specie quelli più svantaggiati delle aree interne. Poi ci vuole un piano per decidere cosa fare del trasporto su ferro e su gomma».
LE PAROLE DI CHIODI
I sindacati non hanno gradito le parole di Gianni Chiodi: per il presidente della Regione lo sciopero è «incomprensibile», visto che l'azienda unica non avrebbe risolto a suo dire il problema dei costi della politica se la Regione avesse ceduto alle richieste delle organizzazioni di categoria. Di Naccio: «Chiodi dice cose inesatte, ad esempio quando afferma che mettendo insieme le aziende aumentano i costi. L'accordo che avevamo sottoscritto il 20 dicembre con l'assessore Morra era a costo zero. E avrebbe portato risparmi di qualche milione di euro».
Il segretario provinciale di Teramo della Filt-Cgil, Aurelio Di Eugenio: «Solo nel territorio comunale di Teramo verranno tagliati altri centomila chilometri di trasporto pubblico locale, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita soprattutto ora che con la crisi molti utenti hanno lasciato le proprie auto per usufruire del trasporto pubblico». Davanti alla Prefettura autisti di Arpa e Baltour hanno inscenato un sit-in di protesta al grido di «basta con il poltronificio», riferendosi al mancato accorpamento dei tre vettori.