Criteri più selettivi basati sull’autocertificazione
I controlli saranno affidati all’Agenzia delle Entrate
ROMA Cresce il pressing sul governo per allargare la platea dei lavoratori che potranno avvalersi degli sgravi fiscali legati agli aumenti della produttività. La discussione è ancora aperta e il consiglio dei ministri di ieri non ha dato il via libera al testo definitivo che il Mef (ministero Economia e Finanze) e il dicastero del Lavoro stanno ancora mettendo a punto. Il provvedimento però non dovrebbe tardare visto che la legge di Stabilità indica la data del 15 gennaio, martedì prossimo, per l’emanazione del provvedimento. Si tratta di un limite non ultimativo in quanto non sono previste sanzioni o cancellazioni. E tuttavia non è intenzione del governo, anche se dimissionario, di lasciarlo languire ancora a lungo visto che la stessa manovra finanziaria prevede che i fondi vadano altrimenti spostati su Confidi e fondo di garanzia per le Pmi. I tempi, insomma, sono stretti per un provvedimento-cardine fra quelli varati dal governo Monti. In ballo sono infatti 2,15 miliardi in tre anni di cui 950 milioni nel 2013, 1 miliardo nel 2014 e 200 milioni, più che altro simbolici, per il 2015. Somme da destinare alla detassazione dei salari, quindi in un certo senso alla riduzione del cuneo fiscale che li impoverisce drammaticamente in periodo di crisi, per premiare gli aumenti di produttività e quindi dare anche impulso alla crescita.
Con quali parametri? Lo si sta appunto decidendo. Sale infatti la pressione per portare dai 30.000 euro (del vecchio sistema in vigore fino all’anno scorso) verso i 40.000 euro la soglia di reddito da detassare. In mezzo ai due estremi ci sono varie sfumature ma è chiaro che sindacati e imprenditori puntano ad ottenere la soglia più alta, recepita nell’accordo sottoscritto a fine novembre, perché questo consentirebbe di allargare la platea dei beneficiari del 15% almeno, sebbene con un ammontare pro-capite inferiore:circa 2.000 euro invece di 2.500. Altra questione riguarda le modalità con cui aggiudicare il premio. La via maestra sembra essere quella dell’autocertificazione, affidata all’impresa. Ma ciò comporta anche l’onere di controlli a campione sulla veridicità delle dichiarazioni. Controlli che potrebbero venire affidati all’Agenzia delle Entrate.
PIÙ SELEZIONE
L’intenzione del ministro del Lavoro Elsa Fornero e del suo collega allo Sviluppo, Corrado Passera (la scorsa settimana ha inviato le sue osservazioni), è di rendere decisamente più selettivi, rispetto al passato, gli sgravi. Il testo del 2011, su cui si sono basati gli incentivi finora, era infatti piuttosto ampio. E quindi ha finito per comprendere negli aumenti di produttività anche degli istituti previsti nella contrattazione nazionale (straordinari, turni notturni). «Adesso vi sarà un maggior collegamento con la contrattazione aziendale e territoriale che pure ricorre agli strumenti dello straordinario e del notturno ma ancorandoli a precisi recuperi produttivi», spiegano alla Cisl. Il varo del decreto in tempi brevi, è fortemente sollecitato dalle forze sociali «per dare seguito agli accordi di secondo livello già avviati e fare partire quelli da negoziare». Evitando, come è successo in passato, di partire con i decreti attuativi a metà anno.