File davanti al ministero dell’Interno, c’è tempo fino a domani
Copiato anche il disegno di Rivoluzione civile di Ingroia
ROMA Di certo c’è che la ressa per presentare i simboli elettorali dovrebbe essere evitata. E che i controlli andrebbero raffinati, visto che chiunque può presentare un logo quasi identico a quello di una forza politica. Ieri mattina, dopo una lunghissima notte al gelo, davanti al ministero dell’Interno si è svolto un vero psicodramma. Molte le liste clonate. Scatenato soprattutto Beppe Grillo, che, dopo essersi esibito in una serie di invettive contro il sistema, scopre che, accanto a quello del Movimento 5Stelle, è stato depositato un simbolo civetta, con la scritta del movimento.E, a quel punto, la sua ira diventa incontenibile.
IRA GRILLINA
Il comico è deciso a tutelare il marchio «5Stelle» e si affida a un pool di avvocati. Ma, intanto, approfitta della situazione per un ennesimo attacco al sistema politico e alle istituzioni.«Questa sarebbe democrazia? - attacca- Se non entriamo apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno. Ma non finisce qui. Scopriremo da dove viene questa sorpresa e chi c’è dietro».Il sospetto, è chiaro, è che ci sia stato un complotto che ha organizzato la trappola per impedire ai grillini di presentarsi alle elezioni. Ma Grillo è pronto alla battaglia. «Se non fanno nulla per questa storia del simbolo, dobbiamo combattere con gli avvocati. Ma se non entriamo e c'è un governo che ha il 25 per cento dei voti degli italiani, dura 6 mesi e poi lo andiamo a prendere». E nel pomeriggio, in una conferenza stampa, rincara le sue accuse. «Se pensano di eliminarci con questo espediente si sbagliano. Questa non è una democrazia di uno Stato moderno, ma solo burocrazia. È democrazia - grida - che un ragazzo di Catania di circa 30 anni, non so il nome, abbia, scavalcando le transenne e nella ressa, depositato per primo un simbolo senza firme, senza niente, e vedere che, alla fine, ci sono due simboli simili? Pensare di fregare il simbolo è un giochetto della burocrazia e non c'entra niente con la democrazia».
CASI SOSPETTI
Colpite anche le liste per la Camera e per il Senato della Rivoluzione civile del giudice Antonio Ingroia. E poiché i ”falsari” sono arrivati prima potrebbe capitare che gli arancioni siano invitati a cambiare il loro logo.Si è visto anche il leghista Roberto Calderoli che ha voluto presentare di persona il simbolo del Carroccio dei barbari sognanti con la scritta Maroni presidente. Un’affermazione che ha suscitato molta curiosità. Calderoli, comunque, ha annunciato per domenica un chiarimento sul candidato premier della Lega.
PIOGGIA DI SIMBOLI
Cento i contrassegni dei partiti presentati alle sei e mezzo di ieri pomeriggio.Ma possono aumentare, visto che per la consegna dei simboli elettorali c’è tempo fino a domenica prossima alle 4 del pomeriggio. I ricorsi contro le liste civetta verranno esaminati, a partire dal 14 gennaio,dall’ufficio elettorale del ministero dell’Interno, che verificherà la conformità dei loghi presentati.E l'ultima parola sugli eventuali ricorsi spetta all'Ucn, l'Ufficio centrale nazionale presso la Cassazione, composto da magistrati.