Monti catapulta in Abruzzo il ministro Moavero
Elezioni Il presidente della Provincia dell’Aquila ritira le dimissioni
PESCARA Il tempo stringe, in vista della presentazione delle liste elettorali, ma soltanto Pd e Sel hanno già pronti i loro candidati. Il resto della politica abruzzese è in gran fibrillazione, ma ancora in alto mare. Nel Pdl il coordinatore regionale Filippo Piccone sta intensificando il giro di ricognizione sul territorio, per ascoltare le richieste dei comprensori. Tra martedì e mercoledì prossimo dovrà riferire a Roma e solo allora si schiariranno le nubi. Pescara rivendica il diritto ad esprimere almeno un parlamentare: il senatore Andrea Pastore non si ricandiderà e in molti aspirano a prendere il suo posto. Nazario Pagano è in lizza per una candidatura blindata alla Camera, ma anche l'ex-An Lorenzo Sospiri ha le stesse aspirazioni e se nelle prossime ore dovesse captare segnali di senso contrario, potrebbe cedere alle sirene di Fratelli d'Italia. Il Pdl teramano non sta guardare, con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, principale sponsor di Paolo Tancredi per Montecitorio. Nell'Aquilano, Antonio Del Corvo, che sperava di trovare un posto in lista, ha preso atto che non ci sono i margini e ha ritirato le dimissioni da presidente della Provincia. Restano ancora in corsa, per un seggio alla Camera, Mauro Febbo, Alfredo Castiglione, Carlo Masci e Sabatino Aracu. Al Senato è in bilico la conferma di Fabrizio Di Stefano, mentre salgono le quotazioni di Paola Pelino, che potrebbe assicurarsi il secondo gradino in lista, dietro a Piccone. Molto dipenderà dalla linea che detterà Silvio Berlusconi: non è escluso che per alimentare le speranze di rimonta e proiettare un'immagine di rinnovamento, diversi candidati siano pescati al di fuori dal partito. Non a caso, nelle ultime ore, circola con insistenza il nome del presidente regionale di Confindustria, Mauro Angelucci. Nel centrodestra è in movimento anche Fratelli d'Italia, che attende nuovi acquisti. La partita per le candidature, però, è praticamente chiusa alla Camera, con l'assessore Paolo Gatti in veste di capolista. A sostegno di Berlusconi si schiera anche la lista Intesa Popolare di Giampiero Catone, che candida alla Camera l'ex vice sindaco di Chieti, Bruno Di Paolo. Passando ai centristi, i vertici nazionali dell'Udc hanno già scelto di puntare su Giorgio De Matteis come capolista alla Camera. Casini, però, deve fare i conti con il disappunto di Rodolfo De Laurentis, Antonio Menna ed Enrico Di Giuseppantonio. La lista Scelta Civica, che fa capo a Mario Monti, catapulta da Roma, in veste di capolista al Senato, il ministro Enzo Moavero Milanesi. Sul secondo gradino Nicoletta Verì, altra fuoriuscita dal Pdl, mentre è ancora in bilico tra Camera e Senato la candidatura di Mario Amicone, direttore dell'Arta ed ex assessore regionale. Infine Fli: Daniele Toto capolista alla Camera, da definire la rosa per il Senato.