ROMA Erano certi di essere quarti, e prima di loro solo il Movimento associativo italiani all’estero, il Movimento sociale italiano e il Partito pirata, uno dei tre presenti nella coda dei «transennati» davanti al Viminale. Ma non è servito ai militanti di Beppe Grillo aver presidiato la piazza ininterrottamente da martedì, sfidando il freddo e l’umidità delle ultime notti romane per difendere la primogenitura del simbolo: con una beffa dell’ultima ora, le liste “civetta” presentate prima delle liste ufficiali colpiscono il Movimento 5 Stelle e, in sequenza, la lista di Mario Monti e la Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Poco dopo le otto, Andrea Massimiliano Danilo Foti, 36 anni, di Catania, deposita a sorpresa un logo identico, a esclusione del nome del comico, un colpo basso che fa insorgere Grillo contro l’imitazione «farlocca»: «Chi c’è dietro? Sono indignato, questo non è uno Stato ma è una burocrazia vergognosa. Siamo rimasti dietro le transenne per tre giorni e un ragazzo di Catania deposita un simbolo senza firme. Noi abbiamo migliaia di firme, ma tentano di non farci andare alle elezioni – accusa durante una conferenza stampa pomeridiana convocata d’urgenza – vogliono fermare la democrazia con la burocrazia». Lo aveva detto in mattinata, Grillo, durante il blitz davanti al Viminale trasformato in uno show in una calca di giornalisti e militanti: «Stanno tentandole tutte. Quando noi entriamo in parlamento loro sono morti, per questo ci stanno facendo la guerra. Noi il parlamento se ci arrivamo lo apriamo come una scatola di tonno e si vede quello che c’è dentro». «Quelli del Movimento sociale, Msi, a cui non importava di avere il secondo posto, lo hanno ceduto al simbolo 5 Stelle non originale, che vuole far fuori Grillo» spiega Mirella Cece, presidente del Sacro romano impero cattolico, delegata come accade da anni alla distribuzione dei numeri per la coda nel sistema di autogestione che regolamenta la fila davanti al ministero. Samuele Monti, consigliere comunale di una lista civica a Frabosa Soprana, Cuneo, brucia invece rappresentanti del premier (è settimo, nono l’emblema originale) con la lista “Per l'Europa Monti presidente”, che però, nome a parte, ha un simbolo diverso ed è accompagnata da un programma scritto a mano e in stampatello. Fatta eccezione per il nome di Ingroia, invece, è identico al logo di Rivoluzione civile quello depositato da Massimiliano Loda. Tutti casi che rischiano di trasformarsi in ricorsi e di arrivare fino alla Cassazione, se l’ufficio elettorale del ministero dell’Interno, che il 14 e il 15 gennaio esaminerà la regolarità del materiale presentato ieri, decidesse di invitare i rappresentanti dell’emblema presentato più tardi a modificarlo. Grillo – da ieri indicato ufficialmente come leader dal suo movimento «a governare la Repubblica italiana» – assicura: «Se non fanno nulla per questa storia del simbolo, dobbiamo combattere con gli avvocati». Per Grillo, tuttavia, il ricorso potrebbe non essere necessario: la legge elettorale infatti vieta la presentazione di contrassegni identici a quelli già usati tradizionalmente da altri partiti, mentre Monti e Ingroia potrebbero essere costretti a modificare i propri. Ma per il comico genovese il farraginoso sistema di presentazione delle liste è emblematico di «uno Stato che non c’è», da cui bisogna «eliminare tutti i partiti» per fare entrare in parlamente «cittadini informati».: «Il sistema sta collassando, è tutto marcio. Se va avanti così ci sarà una rivoluzione violenta. Quando guardo i politici mi chiedo: presidente di cosa, ministro di cosa: hanno l’1,5% e credono di rappresentare qualcuno». Accusa Monti: «Un curatore fallimentare». Se la prende con il presidente Giorgio Napolitano: «Chiunque verrà dopo di lui sarà un successo». E di Pier Luigi Bersani dice: «È una brava persona, ma è colluso».
Luciano Moggi capolista con Stefania Craxi
Anche Luciano Moggi si candida alla Camera. La conferma arriva dallo staff di Stefania Craxi. L’ex direttore generale della Juventus, al centro dello scandalo di calciopoli che lo ha allontanato dal mondo del calcio, sarà infatti capolista alla Camera per i “Riformisti Italiani” dell’ex sottosegretario agli Esteri. La lista dovrebbe presentarsi collegata a quella del Pdl.