Inviata dalla signora Dina Broccolini una lettera aperta al sindaco Mastromauro in merito al servizio di bus-navetta. «Per informarla che il servizio bus navetta gratuito di Giulianova di collegamento tra la spiaggia e il paese è diventato un servizio scuolabus, gratuito per chi non può o non vuole viaggiare sui mezzi pubblici a pagamento come facciamo tutti da generazioni». La Broccolini sostiene anche che «si tratta di un'ottima iniziativa, resa possibile anche con il mio contributo e quello di tutti i cittadini che onestamente pagano le tasse; certamente un servizio che, pur a distanza di qualche anno dal suo avvio, si può dire ancora in fase di rodaggio: in pochi ne conoscono l'esistenza perché non è pubblicizzato; le fermate non sono appositamente segnalate; gli orari fortunatamente si possono reperire su Internet e non c'è altro modo».
Ma la donna denuncia che l'altra mattina, volendolo prendere per andare in ospedale, e avendo percorso almeno un paio di chilometri per raggiungere la fermata, non è passato. «Sarebbe stato meglio non camminare, per me, dal momento che ero al terzo giorno di antibiotico. Con mia figlia mi sono recata alla stazione, in attesa della navetta delle 7.30 che mi avrebbe fatto arrivare in tempo all'appuntamento delle 8. Ma della corsa della Linea B delle 7.30, con partenza dalla stazione, nessuna traccia. Attendiamo, allora, la corsa delle 7.35 che arrivava da viale Orsini: sul marciapiede di fronte alla stazione eravamo io e mia figlia con un altro giovane, arrivato in treno a Giulianova, una coppia di anziani coniugi e un altro anziano, che posso definire un habitué, dal momento che sapeva che la corsa delle 7.30 era stata soppressa da tempo per un guasto del mezzo. Soppressa e mai rimpiazzata». La navetta delle 7.35 è comunque arrivata, racconta la donna, puntuale, ma già al completo. «A bordo, 7 ragazzini, probabilmente studenti delle superiori, che ben si son guardati dal cedere il posto, come insegna il galateo, a me, settantenne e influenzata, ai due coniugi più anziani di me e all'altro signore, l'habitué. Sarebbe stato poco male se mia figlia mi avesse dovuto raggiungere a piedi. Per farla breve, a salire sullo scuolabus improvvisato, alla fine è riuscito solo l'anziano habitué, che si è sistemato sul sedile passeggero accanto all'autista, già occupato da un ragazzino e non credo proprio che fosse abilitato per due.»