PESCARA Si era detto: alla fine decide Roma. E così è stato perché i nomi dei candidati abruzzesi del Pdl si conosceranno soltanto dopo il confronto con Berlusconi, fissato tra martedì e mercoledì. Dunque, non prima di metà settimana. Un week end di passione per chi aspira ad un posto sicuro nelle liste di Camera e Senato. Al momento sono tutti in bilico, compresi gli uscenti. E mai prima di questa competizione elettorale c'era stata tanta incertezza nella definizione delle candidature. Succede quando diminuisce l'offerta e cresce la domanda, visto che anche in Abruzzo il Pdl non è più la corazzata del 2008 e tanto la lista Monti che quella di Fratelli d'Italia continuano a fare prigionieri: ultimi in ordine di tempo i consiglieri regionali Nicoletta Verì, Luca Ricciuti ed Emiliano Di Matteo e l'assessore della giunta Chiodi Paolo Gatti.
IL BLITZ A ROMA
Tra uno smottamento e l'altro c'è però chi gioca d'anticipo. L'assessore regionale al bilancio Carlo Masci, leader di Rialzati Abruzzo, è sicuramente uno di questi. Domani si recherà a Roma per presentare la candidatura della propria lista civica al Senato. Due gli obiettivi: rassicurare il proprio elettorato di riferimento e mandare un messaggio inequivocabile agli alleati del Pdl. Come dire, sono ancora pronto a mettere a disposizione la mia lista per un progetto unitario, ma posso fare anche da solo. Un azzardo fino a un certo punto, perché alle ultime regionali Rialzati Abruzzo contribuì alla vittoria del centrodestra portando a casa circa 42.000 voti e il 7,4% dei consensi, il secondo partito di coalizione dopo il Pdl, determinante per condurre Gianni Chiodi a Palazzo delle Aquile e conquistare tre seggi all'Emiciclo.
CHI DORME TRANQUILLO
Tornando alle candidature del Pdl, al momento l'unico a dormire sonni tranquilli è il senatore uscente di Chieti Fabrizio Di Stefano, che sarà probabilmente spostato nella lista della Camera proprio per blindare il suo ritorno in Parlamento. Gli altri rischiano tutti. C'è poi il caso Pescara. Il capoluogo adriatico si è ritrovato scoperto dopo il ritiro dalla contesa del senatore Andrea Pastore e rivendica una rappresentanza in Parlamento. In corsa, oltre a Carlo Masci, ci sono il consigliere regionale Lorenzo Sospiri e il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano. Anche loro aspettano conferme da Roma. A meno che non salti fuori un nome che potrebbe mettere d'accordo tutti: quello di Gianni Letta. Lui continua a declinare cortesemente l'invito: l'arena elettorale non è mai stata il suo habitat. C'è però una novità che fa ancora sperare. Solo pochi giorni fa il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha fatto sapere che non eserciterà la sua prerogativa di nominare senatori a vita nell'ultimo scorcio del suo mandato, al fine di evitare possibili strumentalizzazioni in una fase politica così delicata. Ma ieri, curiosamente, è partito dall'Abruzzo un appello indirizzato allo stesso Napolitano affinché si proceda alla nomina di senatore a vita del teramano Marco Pannella. Firmato, Gianni Chiodi e Riccardo Chiavaroli. Perché solo Pannella e non Letta, il cui nome circola da tempo per l'alta onorificenza di palazzo Madama? Al quale, tra l'altro, sia Chiodi che Chiavaroli sono particolarmente vicini? Forse perché entrambi nutrono ancora qualche speranza che Letta dica alla fine sì alla candidatura nel suo Abruzzo.