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Pescara, 24/03/2026
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Data: 14/01/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Simbolo Pdl con «Berlusconi presidente». Gelo della Lega

Maroni: «Silvio resta il capo? Soltanto del suo partito»
L’ex premier: volata aperta, siamo condannati a vincere

ROMA Sorpresa: il simbolo elettorale del Pdl depositato ieri in Viminale reca la dicitura «Berlusconi presidente». Scontato? No. Non secondo gli accordi presi con la Lega in una lunga nottata di trattative ad Arcore. Il Cavaliere avrebbe dovuto figurare ma solo come capo della coalizione: nel patto elettorale non era stato deciso il candidato premier comune. Ma poiché chi è senza peccato scagli la prima pietra ecco che anche il Carroccio - che in base agli stessi accordi non avrebbe dovuto avere il nome di Maroni nel simbolo - non ha la coscienza a posto. Anzi, ha fatto di peggio. Calderoli, che ha curato personalmente la questione, è riuscito a inserire con un piccolo espediente grafico nella parte bassa del contrassegno oltre al nome di Maroni anche la scritta TreMonti (con la M maiuscola). Morale della favola: gli accordi vengono siglati per essere violati.
Il PREMIER? UNO E TRINO
Chi ha violato i patti? E quanti sono i capi? Berlusconi, Alfano, Maroni o Tremonti? Se lo sono chiesto polemicamente anche Bersani e Casini rilanciando la palla dall’altra parte. «Il ruolo di capo unico non corrisponde a quello del premier ma la legge dice che va comunque indicato», si è rifugiato in calcio d’angolo Ignazio Abrignano, il responsabile dell’ufficio elettorale del Pdl che ha materialmente depositato ieri pomeriggio il simbolo del partito. «Io faccio parte del Pdl, dunque, il mio premier è Berlusconi», ha rafforzato il concetto Abrignani. In quanto al Cavaliere, lui è sicuro della rimonta: «La volata è aperta, siamo condannati a vincere».
PROBLEMA RISOLTO
E la furbata della Lega che ha messo nel simbolo sia Maroni che l’ex ministro dell’Economia? «Quella di Tremonti è un’associazione all’interno della Lega - getta acqua sul fuoco l’esponente del Pdl - vorrei ricordare che anche Maroni ha sottoscritto il programma nel quale Berlusconi è indicato come capo unico della coalizione». Il quale Maroni, da Melegnano, dove ieri è andato a presentare il suo ultimo libro, ha fatto buon viso a cattivo gioco. Ha risposto: «Berlusconi è il presidente del Pdl, non temo che ciò possa dunque ingenerare equivoci». Nel pomeriggio al Viminale si è presentato Calderoli per ritirare uno dei due simboli che la Lega aveva consegnato. Entrambi contenevano la stessa indicazione «Maroni presidente». «Il problema è risolto - ha detto l’ex ministro delle Riforme». E ha chiarito: «La lista che ritiriamo era stata presentata per evitare altre liste civetta».
COALIZIONE FORTE
Rincuorato dal Berlusconi reaparecido anche Angelino Alfano sembra ripartire di slancio: «Si è costituita una coalizione ampia e forte che si è irrobustita al Nord e al Sud e che ha individuato in Berlusconi il proprio leader, questa coalizione vincerà le elezioni». Previsione condivisa dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Sono bastati pochi giorni di campagna elettorale - ha commentato sul suo blog - per constatare che Berlusconi è ancora oggi l’unico leader in grado di aprire una prospettiva vincente. Il centrodestra è di nuovo compatto, così riporteremo a votare gli italiani».

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