ROMA Va dove di porta il cuore. E così, dopo essere stata in lista per ventiquattr’ore con “Scelta civica” di Mario Monti - peraltro il suo nome fino a venerdì sera era ancora visibile online, al quinto posto del collegio Veneto 1 per la Camera - Silvia Pasinato ha cambiato idea. E ha accettato la candidatura che le è stata offerta dal Pdl di Silvio Berlusconi.
Un episodio curioso, venuto alla luce dopo che nell’elenco ufficioso delle liste ”montiane” vistate da Enrico Bondi e prossime al deposito, Silvia Pasinato (35 anni, sindaco di Cassola, Vicenza) ha trovato il proprio nome. Lei il curriculum al professore l'aveva effettivamente inviato - come conferma l'organizzazione ”montiana” in Veneto - ma sostiene che non aveva mai aderito formalmente al progetto, e men che meno aveva accettato una candidatura. «Preciso», ha scritto la Pasinato sul web, «che non ho mai aderito al progetto della lista Monti, pur avendo avuto contatti con alcuni esponenti del mondo moderato. Pertanto, invito formalmente a non usare il mio nome e ad escluderlo tassativamente dalla lista in questione».
Il sindaco vicentino, figlia dell'ex deputato di Forza Italia Antonio Pasinato, informa quindi di aver dato invece la propria disponibilità a farsi candidare alla Camera dal Popolo della Libertà. «La forza politica alla quale da tanti anni appartengo», precisa.
Dall'organizzazione veneta di “Scelta civica con Monti per l’Italia” prendono atto della volontà dell'amministratrice di essere tolta dalla lista, «contrariamente alla disponibilità - specificano - che aveva dato inviando il suo curriculum vitae al coordinamento elettorale del Veneto di Scelta Civica in data 7 gennaio alle ore 16.34». Si vede che la signorina ci ha ripensato. Il segno di qualche incertezza nella fedeltà verso Silvio Berlusconi o di una forte infezione di...poltronite.