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Pescara, 24/03/2026
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Data: 14/01/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Senato, potrebbe decidere il voto all’estero. Dei sei seggi in ballo, per i sondaggi tre vanno ai democratici, uno al centrodestra e uno ai centristi

ROMA “Rebus Senato” in vista delle elezioni del prossimo 24 febbraio. Oltre all’incognita dell’esito del voto nelle quattro regioni considerate dagli esperti più in bilico (Lombardia, Veneto, Sicilia e Campania) ci sono infatti da conteggiare anche i 6 seggi degli italiani all’estero. Una “dote” che per Pd e Sel potrebbe diventare importante ai fini dell’autosufficienza, che a Palazzo Madama è fissata a quota 158, vale a dire la metà dei 315 senatori più uno. Tanti sono infatti i voti che una coalizione deve incassare per poter avere la maggioranza assoluta, al netto degli attuali quattro dei 5 senatori a vita. Di ex presidenti della Repubblica al momento c’è solo Carlo Azeglio Ciampi. Secondo i calcoli che si fanno nei partiti, la metà dei sei seggi delle circoscrizioni estere potrebbero andare al Pd, uno solo a Berlusconi, uno a Monti e uno sarebbe appannaggio degli “indipendenti”. Certo, viene suggerito, si tratta al momento di stime ancora ballerine perché l’appuntamento delle elezioni, in teoria, è troppo lontano. Ma che il Pdl non goda di ottima salute oltre confine sarebbe testimoniato, secondo quanto sottolineano i Democratici, dalla scelta di non mettere il nome di Silvio Berlusconi sul simbolo per il quale voteranno gli italiani che vivono nelle quattro circoscrizioni: Europa; America del Sud; America del Nord; e quella “monstre” Asia-Oceania-Africa-Antartide. «All’estero - commenta Laura Garavini, deputata del Pd eletta in Germania - Berlusconi si vuole nascondere. È comprensibile: il suo governo ha tolto agli italiani nel mondo più del 70% dei fondi. Questo - aggiunge - non lo ha dimenticato nessuno». Così non è escluso che possa ripetersi, a 7 anni di distanza, quanto accaduto con l’ultimo governo Prodi, quando il voto degli italiani fuori sede fu decisivo per le sorti dell’ Esecutivo. Tutto dipenderà ovviamente dal comportamento elettorale nelle grandi regioni italiane, dove tra l’altro è cambiata la distribuzione dei seggi con l’ultimo decreto del presidente della Repubblica per il riparto delle circoscrizioni di Palazzo Madama, fatto in base ai dati del nuovo censimento. Il drenaggio è stato in favore del Nord: la Lombardia infatti ha conquistato altri due seggi, arrivando a quota 49, l’Emilia e il Lazio ne hanno “vinto” 1, passando così rispettivamente da 21 a 22 e da 27 a 28 seggi. Per contro, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna hanno tutte perso un seggio. Se, come sostiene ieri l’ultimo sondaggio Ispo di Renato Mannheimer, il centrodestra dovesse vincere in Lombardia e in un’altra delle Regioni chiave, potrebbe mettere a rischio l’autosufficienza al Senato dell’alleanza Pd-Sel. E infatti è proprio al Senato che le varie coalizioni hanno deciso di calare i “calibri da 90” con la speranza di fare incetta di voti: per la Lista Monti c’è Pier Ferdinando Casini, per il Pdl Berlusconi.

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