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Pescara, 24/03/2026
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Data: 15/01/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Processo D’Alfonso. Il 4 febbraio la sentenza per i 24.

Gli avvocati difensori chiedono le assoluzioni di Leombroni,. Presutti, De Cesaris, Molisani e Mariani. Altri due lunedì per le difese Dezio e D’Alfonso

Mancano soltanto le difese dei big al processo per presunte tangenti in Comune la cui sentenza, secondo il calendario stabilito dal presidente del collegio Antonella Di Carlo, è prevista lunedì 4 febbraio. Lunedì 21 sarà il turno di Marco Spagnuolo che difende Guido Dezio, l’ex braccio destro di D’Alfonso accusato di concussione, di alcuni episodi di corruzione, di appropriazione indebita e di associazione per delinquere. L’ultimo giorno dedicato ai difensori, ovvero lunedì 28, sarà il turno dell’avvocato Giuliano Milia che difende l’ex sindaco accusato di alcuni episodi di corruzione, di associazione per delinquere, di turbativa d’asta e truffa. Il 4 spazio alle repliche e poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza. di Paola Aurisicchio wPESCARA Si avvia alla conclusione il processo per presunte tangenti in Comune che ha messo alla sbarra l’ex sindaco Luciano D’Alfonso e altre 23 persone tra cui il suo ex braccio destro Guido Dezio e gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto: la sentenza è attesa il 4 febbraio. Il mese di gennaio è quello dedicato agli avvocati che difendono gli imputati e, dopo i legali degli imprenditori Toto, a prendere la parola ieri sono stati i difensori di Giampiero Leombroni, Marco Presutti, Marco Molisani, Marco Mariani, Massimo e Angelo De Cesaris per cui gli avvocati hanno chiesto l’assoluzione. Si è tornato a parlare dell’appalto dell’area dell’area di risulta nell’udienza di ieri, il bando che secondo il pm Gennaro Varone sarebbe stato realizzato per favorire i Toto attraverso Leombroni, ex dirigente del Comune e poi dipendente di Toto. «Il pm dice che il bando è stato scritto a quattro mani e accusa Leombroni sulla base degli appunti sequestrati», ha detto l’avvocato Vincenzo Di Girolamo che assiste Leombroni insieme a Lino Sciambra. «Ma è stato lo stesso ufficiale giudiziario a dire che tra gli appunti e il bando ci sono al massimo 3 o 4 numeri che coincidono mentre tutti gli altri sono diversi. Tra quelli che non coincidono», ha illustrato Di Girolamo, «c’è il numero dei posti in Ztl: Leombroni ne concepisce 2 mila mentre sul bando si riducono a 600. Com’è possibile questa discrasia su un dato così rilevante? Perché non è stato Leombroni a scrivere il bando», ha detto l’avvocato spiegando poi che anche l’accusa di corruzione, come la precedente di turbativa d’asta, è infondata. Poi, l’avvocato Di Girolamo è passato alla posizione di Presutti, ex portavoce di D’Alfonso accusato di truffa e associazione per delinquere. «Il pm contesta a Presutti di aver concorso a far gravare sulle spese dell’Ente la campagna elettorale e spese relative alla pubblicità. Contro Presutti, Varone porta come prova un’intercettazione e due email inviate alla tipografia Brandolini. Tutti i testimoni hanno ricordato che Presutti svolgeva un’attività di natura creativa e che non si occupava dei pagamenti perché non erano di sua competenza». A sostegno della sua tesi Di Girolamo ha detto, poi, che «quell’intercettazione non cela neanche un indizio perché non si fa il nome di Presutti e che anche le email non provano nulla perché sono scambi tra l’ex portavoce e il grafico di Brandolini, non il responsabile, sulla realizzazione grafica di un manifesto». Per questi motivi il legale ha chiesto l’assoluzione ricordando anche che «il commissario Davide Zaccone, più volte sollecitato da me a indicare la presunta condotta illecita di Presutti nell’associazione per delinquere, ha detto solo che il portavoce era molto colto e che era una persona a modo. Questa è stata la risultanza». E’ toccato, poi, all’avvocato Ernesto Torino Rodiguez chiedere l’assoluzione per il consulente Mariani e a Manuel De Monte difendere gli imprenditori De Cesaris. Il processo torna lunedì 21 gennaio.

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