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Data: 11/02/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pescara, in ottomila con Cgil, Cisl e Uil «Mobilitazione
generale in caso di nuovi aumenti di Irpef e Irap»

PESCARA - La pioggia non ha fermato la protesta dei pensionati, che ieri mattina hanno sfilato in tanti, tanissimi, provenienti da ogni centro d'Abruzzo (almeno una cinquantina i pullman), per le vie di Pescara, dal piazzale della stazione fino alla sede dell'assessorato regionale alla sanità in piazza Alessandrini, contro l'introduzione dei ticket e la politica sanitaria della Regione. Erano ottomila, secondo le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil, certo parecchie migliaia, uomini e donne, con centinaia di bandiere e cartelli, che dopo aver percorso le vie della città accompagnati dal suono dei fischietti hanno ascoltato gli interventi dei rappresentanti sindacali, nazionali e locali. Era da tempo che non si vedeva una simile manifestazione, davvero sentita e partecipata, perché dalla piazza verso il palco da dove parlavano i sindacalisti ad ogni piè sospinto partivano suggerimenti, frasi d'approvazione e incentivi ad andare avanti. Tanti applausi ai relatori. Per i sindacati pensionati Cgil-Cisl-Uil Mimì D'Aurora ha ribadito la forte contrarietà all'introduzione dei ticket sui farmaci, che si aggiungono a quelli sulle prestazioni sanitarie: «Ho visto un cartello in testa al corteo che speravo fosse finito in cantina dopo la manifestazione di quattro anni fa contro la Giunta Pace. Ed invece l'abbiamo dovuto tirare fuori perchè la Regione, col nuovo governo di centrosinistra, ha per prima in Italia, già a dicembre, quando c'era tempo sino al 28 febbraio per misure antideficit, introdotto i ticket. Poco più di 4 milioni di euro, quando lo scorso anno la Regione ha erogato a pioggia contributi per una cifra analoga alle bocciofile varie. La questione ci brucia, noi abbiamo fatto proposte alternative che sembrano aver fatto breccia tra i rappresentanti dell'Unione, ma perché allora il provvedimento non è stato ancora ritirato?». Maurizio Spina, segretario regionale Cisl, ha parlato a nome delle tre confederazioni: «Questa è stata una prima, grande risposta alla politica regionale, affinché proceda verso le riforme necessarie, con coraggio. Altrimenti ne risentirà lo sviluppo dell'Abruzzo, che si è seduto dopo essere stata definita la prima regione del sud. Ed invece stiamo inanellando primati negativi, a partire dalla tassazione. C'è una grande contraddizione tra i progetti presentati e le cose che si fanno. Se a maggio i direttori generali delle Asl non avranno risanato i bilanci, dovranno tornare a casa. Non è un intervento contro questa Regione, ma vogliano una buona politica, una lotta agli sprechi, agli sperperi: troppi Ato, troppe Ater, troppe aziende pubbliche che sono in deficit. Se Cordone (ex manager dell'Asl di Pescara; ndr) ha fatto 400 provvedimenti prima di andarsene, perché non sono stati bloccati? Se ci sarà un ulteriore aumento delle aliquote Irpef e Irap ci sarà una mobilitazione generale, scenderanno in piazza non solo i pensionati ma tutti i lavoratori ed i giovani». Ha concluso la manifestazione il segreterio nazionale Uil pensionati Silvano Miniati: «Cgil-Cisl-Uil sono nettamente contrari ai ticket, sia a quelli nazionali sia a quelli regionali. Per noi non ci possono essere ticket buoni quando li propone una certa maggioranza e cattivi quando li propone un'altra. Se qualcuno pensa questo ha proprio sbagliato strada. Se andiamo a vedere quanto si spende in Abruzzo per i farmaci, ci accorgiamo che non è quello il problema. Piuttosto bisogna chiedersi quanto costa la sanità privata ai cittadini dell'Abruzzo? Quanto costano gli sperperi?». E un affondo ulteriore contro la Regione, in parallelo con il Lazio, già citato da D'Aurora: «Il sito della Regione Lazio si apre con una foto del presidente Marrazzo che dice no ai ticket. Avremmo voluto vedere la stessa foto con Del Turco». Poi un attacco agli aumenti dei politici. «Io non sono più disposto -ha aggiunto Miniati- a discutere se la mia pensione è troppo alta o troppo bassa con gente che prende dieci volte più di me e vuole darmi anche una lezione. Le giustificazioni sugli aumenti sono ridicole: i consiglieri regionali devono adeguarsi ai parlamentari che a loro volta devono adeguarsi ai magistrati. Non bisogna prendere in giro la gente, basta un giorno per cambiare le regole, se si ha la volontà. Vedo una sfilata di gente che dà ragione all'Espresso che ha ritaro fuori questa storia, anche qualche ex ministro del Lavoro che sembra sorpreso. Ma dov'era quando per anni, io lo faccio da 14, abbiamo posto il problema? Giustamente la gente non ne può più. Così come sull'età pensionabile. La differenza tra Italia e Germania è minima, bisogna tornare alla legge Dini, la migliore d'Europa». Soddisfatti della riuscita della manifestazione gli altri segretari regionali Franco Leone (Cgil) e Roberto Campo (Uil). «Si possono adottare interventi fiascali progressivi, senza scaricare il peso del risanamento sui più deboli», ha detto il primo. «Dopo il ricorso alle manifestazioni di piazza come quella odierna, la maggioranza ha cominciato a riflettere. Il problema è molto più ampio dei ticket, riguarda la politica fiscale, ma non solo, della Regione».

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