L'Aquila. Dopo la magra figura rimediata dalla maggioranza nel Consiglio Comunale di mercoledì, quando per mancanza del numero legale la seduta è stata dichiarata sciolta al momento della discussione del Piano urbano della mobilità (Pum), i Ds sono tornati sull'argomento nel corso di una conferenza stampa organizzata per illustrare «Le 160 pagine di chiacchiere», come le ha definite il coordinatore comunale del partito Fabio Ranieri. «Il Pum - ha aggiunto Ranieri - dovrebbe essere uno strumento strategico per l'intero sistema della mobilità in città ed invece si è rivelata l'ennesima occasione persa da una maggioranza allo sbando che non riesce a garantire il numero legale in consiglio nemmeno in seconda convocazione». Per i non addetti ai lavori il Pum è lo studio tecnico grazie al quale dovrebbe essere razionalizzata e migliorata la mobilità in rapporto alle esigenze strutturali della città e delle frazioni. «Ma non esiste - ha aggiunto il responsabile Ds per l'urbanistica Marino Bruno - invece alcun riferimento al piano strutturale, al piano parcheggi e alla riorganizzazione della mobilità della zona nord-ovest. Solo una racccolta di dati ed informazioni che fotografano una realtà, tra l'altro, relativa all'anno 2003. Solo per fare un esempio: il capitolo metro di superficie è relegato in tre semplici righe. Chiaramente i Ds non lo voteranno in Consiglio e, qualora il centrosinistra vincesse le prossime comunali, sigleranno un "patto per la mobilità sostenibile" attraverso un dialogo diretto coi cittadini». Il capo-gruppo Ds a Palazzo Margherita Vittorio Festuccia, infine, si pone un interrogativo: «Visto che lo studio è stato iniziato da un assessore (Mazzocco) e portato avanti dai suoi successori, di chi è la responsabilità politica del Pum? Siamo di fronte all'ennesimo annuncio, fatto in pompa magna dalla maggioranza e che invece cadrà nel vuoto come è già accaduto in altre occasioni.