LANCIANO La Sulmona-Carpinone è strategica per lo sviluppo di altre linee ferroviarie, in particolare per collegare l’Abruzzo con Napoli e il Tirreno. Nodo focale è la stazione di Castel di Sangro, sulla quale Sangritana, non a caso, sta indirizzando sforzi e attenzioni. Il ripristino e il riammodernamento della linea ferrata da Archi a Castel di Sangro (naturale proseguimento della Fossacesia-Archi) e, qui, l’unificazione delle due stazioni di Rfi e Ferrovia Adriatico Sangritana (Fas), consentirebbe di collegare direttamente la costa adriatica a quella tirrenica. Partendo dalla stazione di Fossacesia-Torino di Sangro, che si trova sul tracciato ferroviario che da Termoli, passando per Vasto, arriva a Pescara, si taglierebbe in due l’Italia per scendere poi, da Castel di Sangro, verso Napoli. Potrebbe, così, essere riattivata anche la linea diretta tra la città partenopea e Sulmona, tagliata già prima che venisse sospesa la Transiberiana d’Italia. Il cerchio si chiuderebbe con un collegamento ferroviario fra Napoli e Pescara (che da qui prosegue per Bologna), che transiterebbe per la città di Ovidio e dei confetti. La ferrovia Sulmona-Carpinone guarda, infine, anche all’asse verso Avezzano e Roma e a quello dell’Aquila e Terni. In particolare sarebbe un’opportunità di offrire un servizio agli studenti che frequentano l’ateneo aquilano visto che, in conseguenza del terremoto del 2009, il treno è oggi il mezzo più veloce ed efficace per entrare nel cuore del capoluogo regionale.