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Data: 14/02/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
«A Roma bus, metrò e sosta affidati a un gestore unico» Niente gare. L'assessore Calamante illustra il nuovo modello votato dal Consiglio comunale

Addio alle gare per il trasporto pubblico romano. Con una mozione del Consiglio capitolino arriva il colpo di spugna definitivo sull'era Tocci, l'assessore rutelliano che aveva costruito le basi per l'apertura del mercato. La riorganizzazione delineata prevede un processo di «massima integrazione» tra le aziende che attualmente operano in regime di affidamento in house. «Le gare non sono l'unico strumento per rendere più efficiente il servizio e più forti le aziende», spiega l'assessore alla Mobilità, Mauro Calamante, firmatario insieme al collega delle Finanze, Marco Causi, del piano di riordino.
Come intendete procedere nella riorganizzazione del Tpl romano?
Il Consiglio comunale ha approvato una mozione prima di Natale in cui vengono delineate le linee guida della riorganizzazione. Il nuovo scenario si può riassumere in tre atti. Il primo è la costituzione di un gestore unico nel quale verranno accorpati il trasporto su gomma (Trambus), su ferro (Me.tro) e la sosta (ex-Sta). Accanto al gestore opererà un'Agenzia di pianificazione e controllo per il monitoraggio del servizio attraverso il sistema satellitare Avm e, terzo punto, si costituirà una società patrimoniale alla quale passerà la proprietà del materiale rotabile, i depositi e tutto il patrimonio immobiliare del Tpl. Queste sono per ora solo indicazioni: come si farà in concreto lo vedremo più avanti.
Qual è il motivo che vi spinge a cambiare il modello attuale?
Questo modello è stato pensato nel 2000 per fare le gare. L'Atac è stata disegnata come una agenzia "pesante", in grado di monitorare un mercato aperto. Poi, il Comune di Roma ha scelto la strada dell'in house con contratti che scadranno nel 2011 e questo modello non ci pare più appropriato. Abbiamo bisogno di maggiore coordinamento nella gestione, che sarebbe appunto affidata al Gestore unico, che potrebbe anche prendere la forma di una holding del trasporto pubblico locale romano.
Avete intenzione di mantenere in vita i contratti in house con Trambus e Me.Tro?
Certamente. I contratti rimarranno in vita fino alla loro naturale scadenza.
Il panorama nazionale sembrerebbe, però, andare in senso contrario. Il termine per aprire il mercato del Tpl è scaduto a dicembre e non è arrivato il consueto rinvio. In Parlamento si discute la riforma dei servizi pubblici. Roma sta andando controcorrente?
Non abbiamo intenzione di rompere questi contratti per fare le gare. Poi si vedrà.
Dovrete però cedere, stando alla normativa in vigore, il 20% del servizio ai privati.
Lo abbiamo già fatto con la gara vinta da Tevere, che oggi gestisce 27 milioni di vetture-Km a Roma. Stando ai 140 milioni di vetture-Km totali, rappresenta più o meno il 20% del servizio. La riorganizzazione della struttura del Tpl ci aiuterà a metterci in regola anche da questo punto di vista perchè l'attuale contratto con Tevere è gestito da Atac, mentre passando direttamente a Trambus si configurerebbe come la cessione esatta del 20% del servizio su gomma gestito con l'in house.
Con le norme attuali Trambus e Me.tro verrebbero tagliate fuori dal mercato nazionale del Tpl poichè, avendo l'in house, non potranno partecipare ad altre gare. Non pensa che sia un vincolo alla loro crescita?
Non si tratta di tagliare fuori da altre gare: la cosa più importante è rendere più efficiente il modello romano e migliorare i conti di queste aziende. Il tema delle gare è molto delicato e non va ricondotto assolutamente sul piano ideologico. Un'azienda può crescere anche attraverso un piano di alleanze e fusioni ben studiato. Noi saremmo favorevoli a norme nazionali che andassero in questa direzione.
Allora c'è da aspettarsi una possibile fusione tra Trambus e Me.Tro?
Per una fusione vera e propria i tempi sarebbero piuttosto lunghi, mentre abbiamo immaginato un iter breve, che porterebbe per ora a una holding.

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