PESCARA Gioco fantaelettorale ma non troppo: proviamo a indovinare chi sarà eletto dagli abruzzesi in Parlamento, per scoprire quali saranno i territori più rappresentati.
Come noto, l’Abruzzo eleggerà quattordici deputati e sette senatori, anche se alla fine i complicati calcoli elettorali potranno ampliare o ridurre questa lista, e magari si scopriranno abruzzesi eletti altrove, come accaduto l’ultima volta per Anna Paola Concia e Pierluigi Mantini. E per Luigi Lusi, la cui avventura parlamentare è finita a dir poco malissimo. Quattordici deputati e sette senatori. Ventuno posti. Noi abbiamo preso in considerazione trentuno potenziali eletti: escluso Yoram Gutgeid, numero cinque della lista Pd alla Camera, che con l’Abruzzo non c’entra assolutamente nulla, gli altri trenta sono tutti espressione di territori della nostra regione. Tra trenta e ventuno, anzi venti perchè Gutgeid ha un seggio sicuro, ballano dieci posti: dieci posti che possono mutare completamente la geografia della rappresentanza dei territori abruzzesi a Roma.
Sulla carta è la città di Pescara, pur ignorata dal Pdl, che può piazzare più rappresentanti: ben sette se tutto filerà liscio. Tre sono praticamente sicuri: Vittoria D’Incecco (Pd), Gianni Melilla (Sel) e Gianluca Vacca (M5S), romano di nascita ma pescarese di fatto. Buone chances ha Nicoletta Verì (Monti), mentre sperano i due Carlo: Costantini (Ingroia) e Masci (Rialzati Abruzzo). Un filo di speranza tesse anche Gianluca Fusilli (Pd), almeno per un ingresso posticipato da primo degli esclusi.
Dopo Pescara città c’è la provincia di Chieti: tre posti praticamente sicuri, Giovanni Legnini e Maria Amato (Pd), più Fabrizio Di Stefano (Pdl), che potrebbero lievitare fino a sei con Anna Suriani (Sel) e gli speranzosi Achille Lucio Gaspari (Centro democratico) e Alfonso Mascitelli (Ingroia).
L’Aquila città, scaricata dal Pdl, ha meno carte da giocare: quattro. Ma tutte quasi sicure. Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli (Pd), Giorgio De Matteis (Udc) e Enza Rosetta Blundo (M5S), originaria di Castel di Sangro.
Quattro carte anche per la provincia aquilana: tranquilli Franco Marini e Anna Paola Concia (Pd) e Filippo Piccone (Pdl), ma Paola Pelino (Pdl) deve sperare, se il suo partito otterrà solo un seggio senatoriale, nella magnanimità di Gaetano Quagliariello, e pare dura.
Tre candidati per Teramo città. Nessun problema per Paolo Tancredi (Pdl), tante speranze per Paolo Gatti (Fratelli d’Italia), solo un miracolo per lo storico Marco Pannella (Amnistia, giustizia).
A quota tre anche Teramo provincia. Certo Tommaso Ginoble (Pd), assai probabile Giulio Cesare Sottanelli (Monti), mentre Domenico Renzo Di Sabatino (Pd) sogna come il pescarese Fusilli.
Solo due carte per la provincia di Pescara: una sicura, Antonio Castricone (Pd), un’altra chissà, Andrea Colletti (M5S).
L’aspettativa peggiore è quella della città di Chieti: può sperare solo in Daniele Toto (Fli), peraltro nativo di Roma ma esponente di una delle maggiori famiglie imprenditoriali teatine. In realtà natali teatini vanta sempre Fusilli, ma è pescarese di fatto, e peraltro non gode di un posto blindato.
Fine del gioco. Chi vincerà? Pescara, la provincia di Chieti o L’Aquila città? Sono queste, alla vigilia, le tre posizioni da podio, con la provincia aquilana di rincalzo. L’importante è che vinca chi, poi, non ingrasserà pascolando nelle praterie parlamentari ma rappresenterà davvero i suoi elettori con intelligenza e senza vellicare stupidi campanilismi. «Vinca il migliore» è l’augurio di circostanza, augurio troppo spesso ipocrita nella sua palese falsità. «Vinca chi non ci farà poi pentire di averlo votato»: ecco, suona meglio.