AVEZZANO Il futuro dello stabilimento Micron di Avezzano finisce al centro di un dibattito nel salotto televisivo di Leader. La nuova trasmissione di approfondimento condotta su Rai3 dalla giornalista Lucia Annunziata accende i riflettori sulla vertenza del sito marsicano della multinazionale americana. Così le sorti dei 1.623 lavoratori dello stabilimento finiscono in prima serata insieme a quelle degli operai della Richard Ginori di Sesto Fiorentino, e della Irbius di Valle Ufita. A esaminare le vertenze delle tre fabbriche italiane in crisi imprenditori, politici e giornalisti. Per la vicenda Micron, nota non solo alle cronache locali ma anche a quelle nazionali, l'Annunziata ha dato la parola direttamente ai lavoratori che dall'esterno degli studi di Rai3 hanno presentato la loro situazione. A intervenire Rocco Rossi, Rsu di stabilimento il quale, dopo aver parlato della produzione e della sicura vendita del sito annunciata dal direttore generale di Micron Italia, Sergio Galbiati, si è rivolto agli ospiti in studio chiedendo se fosse stato possibile gestire la situazione non con gli ammortizzatori sociali, come si sta facendo ora, ma dando degli incentivi all'azienda per attrarre nuovi partner. A rispondere agli interrogativi del dipendente Micron, Angelo Pietrosillo, giovane imprenditore italiano. «A mio avviso oggi è importante difendere il lavoro che c'è», ha commentato, «però sarebbe opportuno tutelare anche il lavoro che si può creare incentivandolo e attraendo nuovi partner». Sulla crisi del sito marsicano dell'azienda americana oltre alla conduttrice di Leader è intervenuto anche Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil. «Conosco bene la realtà della Micron di Avezzano un vero e proprio gioiello nel suo settore», ha precisato il sindacalista candidato con il Pd alle politiche 2013, «purtroppo, per ragioni di dislocazione geografica la proprietà ha deciso di chiudere il sito di Avezzano e contemporaneamente di aprire da un'altra parte, fuori dall'Italia. Se fossimo stati in un altro Paese il governo avrebbe detto all'azienda: “Non vai da nessuna parte visto che hai usufruito di incentivi e finanziamenti statali per insediarti e crescere, ma resti qui alle condizioni che dettiamo”».